La ballata del marinaio
S'erge malinconico il vento a venire,
sospiri pungenti di bianco avvenire,
ruvido il suo viso di sole scavato,
tira la pipa di fumo affilato.
Pensieri di vita di virtù lontane,
perso nel mar ove le triglie regnan sovrane,
soffia il maestrale di sventura portator,
s'inchina la barca carica d'onor.
Pescator d'aringhe con reti felpate,
catene di muschio d'alghe adornate,
capo all'insù nel firmamento veduto,
tracci la rotta d'animo ravveduto.
Burrasca in arrivo, del cor s'intende,
l'amor perduto a terra non più attende,
fù la gioventù il tempo andato,
sopsiran le onde, i ricordi d'amato.
Passan le ore concerto di lampi,
d'infausta marea, d'orror divampi,
fuggir a riva il momento venuto,
"ahimè, già è tardi", marinaio perduto,
volger al porto del presente arrivato,
i mesti sospiri del mar celato.
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