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Al risveglio dal sogno geroglifico
Ho abbracciato un sole tropicale, nella valle delle diurne notti umane
Quasi un'infantile pazienza di conoscere cosa si prova
Cosa si vede?
La dolcezza di un grande teatro di giochi di prestigio e illusionismo
Versa tutto il suo sangue, come acqua elettrica, contro l'audace arcobaleno- drugstore
Gola ombrosa del silenzio, s'inoltra tortuosa d'incanto silente
Negli occhi limpidi simili a un dio, profumati di vaniglia, ma inchinati verso la luce purpurea
Che inebria l'insipienza schiusa dagli specchi ingranditori della mia mano
E che attossicano gote d'ebano e d'argento avvolte nelle catene- serpenti delle nostre immagini riflesse
Ho issato le vele senza rumore, ho ferito la brezza nebbiosa delle mie cascate,
Ora le mie angosce sembrano davvero così piccole rispetto alla confusa pioggia acida che cade
Nelle ore solitarie smorì a poco a poco in mormorii e sussurri sempre più fiochi
Turbini di risvegli disperdono il sonno della morte dal contatto sulle mie di due labbra celestiali
Dormi in pace! Fottuto pensiero!
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Commenti (1)
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Carolina Villani Bidibambina14 luglio 2007
è solo un'impressione, perché è sempre difficile penetrare l'essenza delle tue poesie, ma questa ha suscitato in me pensieri meno tetri ed emozioni positive...
