Medea
Non parlate,
il destino nostro
é deciso,
sacrificherò i figli,
si, io li ucciderò,
dalla mia mano
avranno morte.
Giasone non avrà pace
sepolto dal dolore
pagherà la sua colpa
i tempi udranno i suoi lamenti
e finché vita avrà
ramingo non fuggirà lo strazio.
Medea -ti chiama il vento-
non alzare il coltello
contro quei piccoli innocenti,
indifesi, proteggili, curali
che madre loro sei,
non assassina.
Egoismo ora t'acceca,
ma sei madre!
Risorgi alla ragione,
accoglili e dona loro un sorriso
d'umana tenerezza,
no, non é segno di debolezza
non devi toccare
le anime indifese-
-Son sorda ai tuoi richiami vento,
tutto compirò
fino alla fine,
che vedrò Giasone
piegato e anelante
sua morte.
E'tardi le ombre
mi dicono è l'ora.
Folle Medea-canta il vento-
Folle che hai osato
alzare il ferro
contro chi avevi generato
folle Medea, dall'ira accecata
il ferro hai rivolto
verso la prole ignara._
E canta ancora il vento
Pietà pi picciriddi
non ponnu fare offesa
sunnu nuncenti
e parunu na munnizza
ca si poti iettari, ammazzari
accussì comu nni pari.
Sbigghiamula a cuscienza
facemu rumuru
sbigghiamu sti cuscienze
cugghiemu tutti i fighhitti
ca sorti non ci desi amuri.
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (1)
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Rasimaco15 luglio 2007
versi molto belli... soprattutto quelli che mi danno una spolverata di fragranza di zagara d'aranci
