Il pellegrino

Nell’ era dei siti
desolati e deserti
che attendono
estremi referti
vedere gli oggetti
poco consola
nell’ aspra cecità
unica e sola.
Nei tronfi momenti
di libero arbitrio
mi sento perduto
nei miei mutamenti.
Io cerco il tiranno
dell’anima mia,
io cerco il sovrano
assoluto,
io chiedo il suo saluto.
Frana ogni friabile pensiero ...
nubi di dubbi
dalla ventosa cima dei sospiri ...
quasi ombre in connubi.
Mentre il buio clima
infuriato impera
nell’ intimo
la mia anima spera.
Fantasie divine:
accantonare il martirio
per abbassare le cime,
per dare senso al delirio.
Ignorando le piogge
del cielo tra le nubi,
sorseggio poche gocce
disperso tra i miei dubbi.
Io son più vivo
nel trepido orizzonte
se t’odo nelle fronde
d’un gravido mirar.
©
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