Vecchie mura
Maria Vittoria Spinoso
179 poesie pubblicate
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Come vecchia scolpita di rughe
ti sei arresa e ti lasci ferire
dal passare del tempo, la veste,
che fu un tempo fiorente di stucchi
e di nobili stemmi, hai cadente.
Accogliesti vibranti passioni
e riempisti i tuoi giorni di giochi
dell'infanzia, di vita e di amore.
Ora lasci cadere i tuoi muri
nell’oblio imbrattati d’ impronte,
perché siano testimonianza
di preziosa presenza di vita!
Tu in mezzo a palazzi smaglianti
ti mortifica la decadenza
delle porte e delle finestre
spalancate all'immenso del cielo,
allo sguardo dei tanti passanti.
Forse attendi che anche la terra
si disfaccia con te a salutarci
su una nuvola bianca, che lasci
il suo cumulo, ahimè, di macerie!
©
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L'autore
Maria Vittoria Spinoso
Si può iniziare a scrivere anche quando i capelli sono diventati bianchi. Ritengo che l' esperienza giunta al culmine della vita può raccontare molte più cose. Il mio maestro è stato Bruno Baldassarri, conosciuto in alcuni miei viaggi che mi hanno portato in Toscana ,dove lui è nativo ed è stato un discepolo di
Commenti (1)
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rita iacobone20 marzo 2015
Una casa che cade in rovina suscita in chi la osserva con sentimento un sottile dispiacere come di un vecchio che alla fine di una vita densa di avvenimenti attende la fine quasi a liberarsene. Degna di nota questa poesia diversa per soggetto.

