Nottata insonne
Piansi digiuno di notte sfortuna,
respiro pungente d'acquitrino sudato,
"lasciami demone" ruggire iracondo ma la via è chiusa, non v'è scappatoia alcuna,
fuggir non credo, di fatto io vedo, aprir gli occhi io devo, eppur mi sento di forza abbandonato.
Di dubbi cremisi rimangon sospiri,
angusto il futuro di Fanti la mossa,
taglian le teste le lame vampiri,
sferzando il capo la lama più grossa.
Rarefatta l'aria rimane risucchio,
Phobos divampa feroce dilaga, s'innalza regina l'orror più concreto,
di scudi spezzati si ciban come frati, reagire io devo nella notte vi gracchio,
di petto mi alzo con il labbro tumefatto, fuggir io devo, salvami o musa da ciò che io temo.
Colori dell'alba benvenuti e sperati,
ricandon lucenti sulla pelle velati,
aprir gli occhi vedendo il tuo viso,
s'allarga di gusto splendente il mio riso.
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