L'Eclisse
Di lame, di spade volteggi serena,
nel sol d'inverno t'abbracci completa,
amor diviso ma mai ucciso, che di tempo divieni profeta.
S'allaga la piena dei fiumi di porpora,
d'oblio il suono d'augelli tristi,
creature che nel vento rimormoran.
Silenzio,
offuscato, sperduto e da nessun infine, veduto.
Silenzio,
sentenziar sovrana l'eclisse monarca.
Silenzio,
tre volte nominato tre volte comandato.
Silenzio,
ultimo
per gli ultimi rimasti, s'arrestan stupiti le onde, il vento ed infine il tempo.
Tutto tace ed allor mi mostro,
d'avvicinar ordino a te che splendi di giorno e a te che vegli di notte,
miei vassalli valorosi, son tornata vostro vate.
E guardiam ingiù ove i capi chinati all'insù a me guardan,
stupiti, ammirati,
eppur vi osservo, completa mi manifesto ma un dubbio giace inespresso.
Meraviglia fui
o foste?
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