Nell’aria senza musica
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (11)
Un freddo che gela, nasconde il calore in pochi istanti e ne fa pensiero ...quasi un'esigenza... Bellissima
Cullami, cullami... come dire ti chiedo di essermi vicino, di annullare distanze e pensieri bui. Ed accadrà che finirà poggia che non smette e gelo. E' nell'ordine delle cose la resa dell'inverno. Tu intanto cullami. Ho provato a leggere la poesia partendo da: "la tua voce si fa nido..." ed è poesia a se. Verso dopo verso si fa quasi preghiera un chiedere che nasce dal bisogno di certezza e che cerca nel "cullami" sicurezza che riscalda il cuore.
Ricerca affannosa il tepore, che tarda a venire nell'aria, un labirinto d'interiore fa eco nell'ascolto dei sensi ed è culla d'amore il silenzio di un abbraccio senza fine, nell'anima intorpidita. Bellissima esternazione, a senso compiuto, trama dal buio il più bel sentimento universale con versi penetranti.
S'affolta la tristezza assalta ed abbrividisce l'assenza dell'anima, poi nel cullami la chiusa apre al luminoso.
Un raggio di speranza si fa largo come in una favola nel grigiore di un'anima che sente il freddo di un tempo che tarda a sciogliersi... e non si muove! La voce... i passi... prendono forma e scaldano... un tepore che suscita una posizione fetale al cuore così desideroso di lasciarsi da quel "calore" ninnare.
Un senso di solitudine avverto in questi versi, egregiamente stilati e molto intensi, con quella pioggia che continua a cadere... e poi sento un desiderio profondo di carezze e di conforto, con quel "cullami" ripetuto. Deliziosa e delicata lirica.
Un meraviglioso diario di bordo sul quale vengono annotate le sensazioni, le emozioni, i palpiti, le speranze e le gelate del cuore. Pur senza musica, chi legge viene conquistato da quel pentagramma di note, di appunti e contrappunti che questa meravigliosa Autrice riesce a trapiantare nell’animo e la mente di chi legge. Entra nel cuore e dà un calore non comune quell'invito a cullare l'animo, a farsi nido una voce cara, quel "vivere in silenzio affiancati": due persone che non si parlano eppure vivono affiancati nelle umane sofferenze, due persone solitarie. Grande quel grido d'amore che chiede di essere cullato al racconto di una favola. Lode a chi sa veramente comporre e riesce in maniera non comune a far vibrare le corde del cuore!
Nel grigio inverno dell'anima s'apre uno spiraglio di speranza, una voce accompagna i nostri passi condivide i nostri silenzi, la solitudine confortando i nostri mali.
una miscellanea di sensazioni che arrivano direttamente al cuore del lettore in un verseggio elegante e delicato... il mio plauso
L'esigenza di essere protetti, in un freddo che sfiora le porte dell'anima, si cerca quella mano amica che sa ancora prenderci per mano e cullarci. Splendida.
Un desiderio d'esser cullati, specialmente in certe circostanze, sentire il calore umano di un'altra persona è spesso necessario. In questa poesia sembra che si ci rivolga alla propria anima però, almeno personalmente mi appare come un dialogo con la propria anima alla quale si chiede di essere più presente. Ottima la musicalità.











