E guardare un azzurro che nasce
Nicolina Macari
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Ricordo come notti
hanno portato negli occhi la luna
nel patto di fraterno amore
e nel suo congedo al mare
frammenti del mio credo.
Ora rileggo quelle parole
sanno compiersi alla mano
col passo d'allora nella solitudine
e nella via verso le labbra
lungo le sponde dei miei respiri.
Li muovo e li allontano
soffriranno meno
dando il bacio all'orizzonte
mutarne il volto per esistere
ad una stagione più clemente.
Un fremito dal costato
e guardare un azzurro che nasce
nello sfavillio del tempo,
non più ali di cera - avrò -
e mi risveglio su questo canto.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi24 marzo 2015
Sembra che in questa riflessione espressa in versi ogni gesto compiuto rallentare il dolore sospeso.

