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Riflessioni 26 marzo 2015 · lettura 2 min · 1245 letture

Se amassi di più la mia radice

Nicolina Macari 377 poesie pubblicate
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Se amassi di più la mia radice potrei annaffiarla e aspettare l'inizio dell'albero senza perdere ogni cosa di tutta la bellezza che avrebbe creato. E farmi figlia come ramo o come foglia nel polmone della terra. Potrei cominciare i germogli rivelarsi come piccoli graziosi miracoli e toccare l'alba con i suoi percorsi o i sentieri della notte con la tenacia di sorrisi. Potrei parlare con un usignolo -di grandi voli - o lasciare che si riveli semplicemente... E con una certa voce liberare le labbra arrugginite per folate in caroselli o volute di canti - meravigliosi - Ma spesso, taccio in modo eloquente, fenditure tardano - con generosità - e rinuncio all'orpello che viene giù sul petto. Come una donna spaventata che ha accanto un urgenza di solitudine di materia e ombra - e si cela - Complotti d'insurrezione s'infilano in parata dove sbatte l'aria, intricato e fitto l'incontro come barriera nella cocente luce che non oso toccare. Rimango incomprensibile -enigma - un vestito di silenzio o il cammino di una penna senza inchiostro. Se amassi di più la mia radice potrei guardarla sulla pagina di uno specchio far passare le rughe degli inverni. Potrei porla sull'altare rilucente...
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Artista Anke Merzback

L'autore
Nicolina Macari

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Commenti (1)

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Patrizia Ensoli26 marzo 2015

Una poesia con un incipit che si evolve in luce per poi adombrasi nella parte centrale, pur restando luminosa per riprendere verso la chiusa " la radice " di un essere profondo e vigile alla vita. Apprezzata è dire poco, lirica di pregio e di spessore umano!