Taglia e cuci
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (9)
un cercare di capire... guardando dentro di noi ... provo ad abitarmi... parole che arrivano che toccano ... lirica incisiva e bella propria del valente poeta... il mio plauso
Un lavoro molto introspettivo, particolare e, in alcuni punti, davvero originale. Il poeta mette sulla bilancia tantissimi aspetti del vivere e ne esce un ragionamento sincero e condivisibile, anche se devo ammettere che alcuni punti soggiacciono a una interpretazione molto personale. Bel lavoro, un oceano di spunti che fanno riflettere.
La sua gravidanza nonché l'uscita dall'incerto eleggono un intermediario isterico ma pur sempre valido a periziare l'ignoto... ecco questa strofa mi è piaciuta a dismisura. Con un linguaggio particolare Massimiliano ci introduce nel mondo interiore di un'anima che sta lottando senza lasciare niente al caso e questo grembo che nutre la speranza è l'impegno verso il futuro forse, di vita e rinascita.
Trovo stupefacente la quarta strofa. E' un'attenta analisi introspettiva, questa del Poeta, un lavoro che ha interessato la mente e il cuore. Bisogna tagliare e cucire, poi scucire alcuni punti, come fa una sarta con il suo lavoro, così è pure con il lavoro dell'anima per potere ricavare un buon prodotto finale, uscire dalla bozza e formare qualcosa di finemente lavorato.
Un taglia e cuci d'alta sartoria questa introspezione, trovo questi versi rimbombino di questo scenario esplosivo, ne apprezzo molto il ritmo che si sussegue veloce ed accattivante. Un vero e proprio fermento che ribolle di un fuoco ancestrale, quella fiamma da sempre alimentata qui trova la forza di divampare, incendiandosi di poesia. L'autocombustione giova in questo caso a provocare il ruggito di un leone... e forse sarà cura per un peso che schiaccia. L'ignoto è sconosciuto ma feconda è l'anima che vuole proiettare la sua forza al di là delle incertezze... verso una sostanza... verso un'isola allineata con le proprie esigenze, tanto da poter dire ecco; mi abito da sempre, ma ho un abito nuovo di zecca. Stupefacente testo degno di lode.
Non entro nel merito del contenuto che hanno ampiamente esplicato gli altri autori, mi soffermo sulla forma e la potenza dell'immagine, partendo da un incipit che mi coinvolge e mi travolge, fino alla chiusa ... Ottimo lavoro!
Una sosta riflessiva... e il poeta entra in punts di piedi nel proprio mondo cercando di capire cosa bolle in pentola. Non ci sono certezze... solo dubbi e speranze... una navigazione quasi in deriva... trasportati dalla corrente innattesa di ritrovare la bussola. MOLTO APPREZZATA.
Con somma maestria il bravo Autore analizza la propria interiorità con tutta la sua forza emotiva... anima quella sonorità e modulazione ritmica. Taglia e cuce il proprio Io come solo i migliori sarti sanno fare. Un componimento introspettivo che cerca di superare i limiti della terrenita', delle ristrettezze dell'esistenza... Apprezzatissimo il profondo pathos... il mio elogio ...
Buon lavoro di scrupolosa introspezione che l'autore attua cercando di confezionarsi una nuova anima tagliando ciò che interrompe la vera compenetrazione di ogni parte sentita della vita.









