Il poeta pazzo

Il mio astruso malcontento
grido forte nel tormento,
di favelle che domando
non so dare intendimento,
di una logica formale
la mia lira non è tale,
vede il mondo e pone veto
verseggiando sul concreto.
Verseggiando in tal cornice
più ricolmo è ciò che dice
di follie non naturali
che si prestan come tali
alla mente imperatrice
che troneggia sui miei mali.
Oh mio verso verseggiante
della sera e del mattino
sei illusione già presente
giacché vivi nel cammino
riportando il finto sogno
a chi vive a capo chino.
Questa notte è per chi spera,
vi saluto con l’inchino.
Riderò con molto gusto
all’ avvento dell’ingiusto.
©
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