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Dialettali 1 aprile 2015 · lettura 3 min · 1368 letture

L'ome e la vestia

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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Se pe casu Dio dopu morta m'urdinasse de rinasce onestamente je diria che, ne a nova vita, vurria esse un quarsiesi animale, magari nu cilluttu co le ale. Giammai me duvria rincarnà co e sembianze umane... mejo esse u gattu, lu cane n'aquila, anco nu serpente pu de nun avè li connotati de l'ommini, de a jente. E se Dio me dimandasse de sta mia dicisione j'è risponnerei co sta riflessione: -l'omo pu se l'hai fattu co a capoccia, a ragione è sempre schiavu de quarche passione sia issa vona che cattia spissu asseconda lu male come se cesse na malattia. L'omo è peccatore poco ascorda a voce der core che verso lu bene lu guida, der fratello spesso se ne frega divennanno Caino e anco Giuda. L'animale n'vece è bono segue l'istintu, a legge de natura de fa lu male nun cià congettura. Se ammazza lo fa pe sopravvivenza, se attacca e perché se difenne pe nun lasciacce le penne. Fa a stessa cosa l'omo che è pienu de scienza? Cià forse più na cuscienza? Che ditte Dio mio? So un peccatore anco io, predico vene e razzolo poi male... ma se dovrussi arnasce damme a sembianza de n'animale che se ne sta vono vono... Spessu me vergogno de esse omo pe questo t'ho fattu sta richiesta... Se arnasco vojo sentimme dì-quanno si vestia!- traduzione: l'uomo e la bestia Se per caso Iddio dopo morta mi ordinasse di rinascere onestamente gli direi che, nella nuova vita, esser vorrei un qualsiasi animale, magari un uccellino con le ali. Giammai mi dovrebbe reincarnare con le sembianze umane... meglio esser un gatto, un cane, n'aquila, anche un serpente piuttosto che avere le sembianze umane. E se Iddio mi domandasse il perché di questa mia decisione gli risponderei con questa riflessione: -L'uomo pur se l'hai fatto con l'intelletto, la ragione è sempre schiavo di qualche passione sia essa buona o cattiva spesso asseconda il male come se avesse una malattia. L' uomo è peccatore poco ascolta la voce del cuore che verso il bene lo guida, del fratello spesso se ne frega diventando Caino e anche Giuda. Viceversa l'animale è buono segue l'istinto, la legge di natura di far il male non ha congettura. Se ammazza lo fa per sopravvivere, attacca per difesa, per non morire. fa la stessa cosa l'uomo così pieno di scienza? Ha ancora una coscienza? Che dirti mio Dio? Sono un peccatore anche io predico bene poi razzolo male... ma se rinascere dovrei dammi la sembianza di un animale che se ne sta buono buono... spesso mi vergogno d'appartenere al genere umano per questo t'ho fatto la richiesta... se rinasco voglio sentirmi dire:-quanto sei bestia!-
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Commenti (5)

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carla composto1 aprile 2015

ha ragione la poetessa magari un uccellino che non fa male a nessuno ... ma il genere umano ...basta... in vernacolo ancora più bella ed apprezzata ...brava autrice...

Grazia Denaro1 aprile 2015

Molto bella questa lirica in vernacolo, grazie d'averla tradotta. In quanto al genere umano, devo dare ragione all'autrice, di questi tempi, l'uomo è scaduto a sottolivello di bestia, basta leggere le cronache. Sono più buoni e caritatevoli gli animali, sono più teneri e si affezionano agli umani. Una lirica che ho molto gradito!

Cinzia Gargiulo2 aprile 2015

Talvolta quando si dice che gli uomini sono bestie è un'offesa agli animali... Poesia letta con gradimento, molto musicale per l'uso del dialetto.

Alberto De Matteis5 aprile 2015

Molto bella, apprezzata e dal significato profondo questa lirica in dialetto. Deve tanto far riflettere gli umani.

Berta Biagini14 aprile 2015

Quante volte ripetiamo che vorremmo nascere come un gatto od altro animale ed il perché, si potrebbe porgere su di un piatto - oggi più che mai è giustissimo dire che ci vergognamo, non abbiamo più alcun diritto di vivere quel che ogni giorno ci viene donato.