Autoritratto
Dipinger vorace la tela
di buie notti di luci spettrali
e l'animo giù dalla vela
rotando il pennello di cerchi concentrici d'angusti portali,
affreschi affranti di figure ritratte
negli scogli del mar perpetuo
sprizzan di lacrime rosate gli occhi tinti.
Abracadabreggiando tra le onde del tempo scosceso
s'impenna dardeggiando lo spirito estremo
mentre fuochi spumosi riportan il sereno.
Di gote rossastre dipingo la tela
di nero fuliggine ritraggo la chioma
e di rosso rubino percorro le labbra.
La pelle risplende bianca caparbia,
d'un viso regale, alto il mento sempre fiero.
Con la cucitrice mi tesso le lodi d'artista,
che meraviglia si nota a prima vista.
eppur mi sembra d'un pagliaccio il ritratto
"oh mio dio" qual dei due fui io?
artista o disegno,
dove libbra pone il suo segno?.
Riflesso sull'olio giace me stesso
di spalle si staglia lo sfondo ombroso
quasi pauroso
eppur dinnanzi, il mio viso,
s'allarga di un lieve sospiro.
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