L’invidia delle stelle
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (14)
Tanta amarezza in questi versi... forse è la vita che porta alla ribellione verso la via che la vita stessa ha intrapreso... forse qualche esperienza che ripercuote ininterrottamente tenendo aperte ferite mai rimarginate... Impossibile giudicare gli stati emotivi così profondi... una piccola speranza... appunto fragile... lasciata per se stessi nella chiusura.
Splendido canto di ribellione, le parole si "muovono" sicure tra i sentimenti. Le immagini evocate sono fortemente ricche di significato, la sfida con le stelle e gli occhi che sono prigionieri di un cielo smarrito. C'è una forza impetuosa in questa bellissima poesia, una forza che riesce a divincolarsi fino a ritrovare il tempo perduto e a far vivere d'invidia quelle muse sapienti ma fredde e "fisse di eterna morte". Ottimo lavoro!
Le stelle restano le stesse mentre noi mutiamo, loro sono ferme noi sempre in movimento... molto bello questo accostamento
Versi che fanno emergere uno sconforto, momentaneo, sulla vita. Guardando le stelle possiamo fermare il tempo ... loro sono sempre lì che ci guardano algide da lassù. Bella ribellione; piaciuta.
E' vero, le stelle brillano dalla notte dei tempi ma sono ferme, luce fredda e nessun contatto ... Poesia che trovo molto significativa, è una menzogna il brillare è il dolore, la sofferenza, il vivere ogni giorno superando i limiti che non sapevamo di avere, questo il vero brillare ... io no, non faccio rumore, mi espando nelle comprensione che solo la vita vissuta è in grado di dare... Così l'ho sentita!
Nello specchio dell'Universo viviamo come invidiosi indomabili. Il tempo passa inosservato, mentre la vita trapassandoci ci modella e ci piega sulla via degli ostacoli. Luce la speranza come il brillare delle stelle, spesso diventa illusoria o effimera fiamma mentre nel cielo voragini di luminarie stanno a guardare. Potremmo noi essere stelle per tutta la vita! No! Per l'autrice, ripensandoci, è meglio essere energia vitale che luce fredda immortale . Profondità di versi com'è profondo l'universo, tocca e scuote la mente questa bella lirica d'autore, scaturita da un firmamento tremolante, che mai spegne la sua luce fredda.
se una stella muore... una donna piange... diceva mia nonna... brividi in questa lettura... li avverto tutti ... apprezzata F
L'eternità delle stelle è un'effimera realtà per chi ama, respira, vive... di sentimenti profondi. Versi di grande qualità, una filosofia di vita molto apprezzata.
Istintivamente apprezzo, portato a spasso dalla stesura dei versi. Vorrei comprenderla a tutto tondo. Comunque brava! Mi unisco alla folla ed applaudo, sorridendoti di Stella.
A livello evocativo, la seconda strofa è quella che trasmette le sensazioni più profonde. Per il resto la poesia ha una bella trama ed una gradevole musicalità.
"E le stelle stanno a guardare": guardano l'Autrice sostituendosi ai suoi occhi. Grande è lo sconforto proiettato in un cielo "che si fa cercare", in menzogne secolari. Tutto sembra avverso alla nostra mOrtal peregrinatio. E di quel poco conquistato le stelle continuano a guardare, con punte di invidia: sillabe sparse dentro il cuore che non vorresti perse. Sono questi meravigliosi versi in cui l'Autrice spazia con eleganza e rara eloquenzia.
una ribellione ben descritta sentita lirica che porta a riflessione... una chiusa mirabile piena di verità il mio sincero elogio
Percepisco in questi versi conoscenza e sicurezza... una forte fierezza in quello sguardo che "fissa" al di là del buio chi guarda la fragilità del nostro esistere imbevuto di secolare sapienza. Ma da quella "freddezza" di "eterna morte" nasce l'amara consapevolezza che nulla muta oltre il tempo che, per quanto "ritrovato", incide il nostro percorso terreno... quasi non volendo dare prova dell'esistenza di quel sentimento che rende invidiose le stesse stelle: l'amore.
la precarietà e fragilità della nostra breve esistenza non è martirio se ne riusciamo a raggiungere la piena (se mai possibile) "tragica" ma banale consapevolezza.













