Edipo
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
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Ancora una volta questo intelligente autore stuzzica il pensiero del lettore con un lavoro ben confezionato che racchiude un importante messaggio. Ogni uomo è convinto di poter gestire e manipolare la sua vita con il pensiero, ignorando quanto tutto converga in un unico punto, quello del suo destino sul quale egli non potrà mai intervenire comunque tenti di farlo.
il complesso di Edipo ben rappresentato in righe di poesia ...in modo particolare nella chiusa la mia lode al valente poeta che sempre ci regala bellissime opere
Il mio parere è invece che sul destino si può intervenire (almeno per il 50%) altrimenti saremo come automi senza nessuna volontà. Abbiamo l'arbitrio di scelta anche se... pe alcuni uomini il destino è più benigno che non su altri. Poeta che ammiro perché la sua scrittura non è mai banale ed è convinto di ciò che scrive, non lo fa per stupire ma per CONVINZIONE...
Una rappresentazione profonda e puntuale, ottima la costruzione dell'intera poesia e il finale è di una bellezza straordinaria. Anche questa volta il poeta ci ha regalato un lavoro davvero bello trattando un tema famoso, ma donandogli uno spunto personale che lo eleva lontano dalla massa. Mi piace seguire l'evoluzione poetica di questo autore, perché ho l'assoluta certezza che nulla è come prima e mai sarà come domani. Il sapersi continuamente rinnovare è una qualità di pochi e lui la possiede. I miei più sentiti complimenti.
Questa poesia necessita una lettura attenta per riuscire a cogliere una parziale visione che qui così magistralmente descrive l'autore, itinerari dove il lettore può soffermarsi a riflettere. Domina la parte Freudiana che ha tratto molto dal mito di Edipo per sviluppare tutto il suo discorso psicologico, costituendo un passaggio fondamentale della crescita perché l’onnipotenza, caratteristica delle fantasie consce e inconsce dell’infanzia, incontra il limite del divieto che costringe a rinviare il soddisfacimento delle pulsioni e a sviluppare desideri che, più tardi, devono essere rivolti all’esterno della famiglia. Qui credo si voglia intendere l'omicidio della madre interiore per diventare uomo integro con la donna dentro. Ottima e acuta.
Un passerotto è scaduto sulla porta... ai piedi dell'isola... ho abbandonato la femmina... e il canto del grembo. Devo studiarmela bene ma temo che riuscirei ad interpretare correttamente ciò che l'autore in questi bellissimi versi canta. Ma riassumendo penso ad un concetto ogni figlio deve essere lasciato, al momento giusto, di spiccare il volo con le proprie ali... o mai diverrà uomo (o donna). Che detto così può essere banale, ma non lo è perché è una condizione importante di crescita, verso la vita verso il futuro affrontando un destino.






