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Amore 14 aprile 2015 · lettura 2 min · 2867 letture

Biancomangiare

Claudia Sogno 87 poesie pubblicate
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Strofinava le parole sulla pelle come un latte mescolato con la frusta basta un’eco una reliquia per montare per vedere ancora chiari nella stanza paesaggi e desideri con le mani nominando quel che vede come un bimbo, ed ogni altra cosa intorno assente si addensava sopra il fuoco della notte, risolta alla sua luce quasi nera, nell'acqua silenziosa delle piante rendendole visibile chi ama. Fiutava l'anima l'abisso mille volte nella mente la sua voce speculare assecondava il ritmo delle dita versandole negli occhi un pane bianco il canto interno di una donna in pieno sole. Come se le parole potessero commuovere le molecole del mondo ed ogni fossile sciogliendosi al calore delle mani risorgesse quasi a filo delle labbra, e con un velo d'aria solamente nella dolce ferita in fondo agli occhi, offrendo alla sua veglia altra acqua Fu allora che venne, che vibrando, come chi tace una luce conosciuta, si incamminò nello splendore dello sguardo per riportare il suono alla sua meta, strofinando sulla punta della pelle, in luogo delle sillabe e di accenti, un biancomangiare, e benedetto, liberando dalle mani della gioia, nel parto del suo nome il suo sigillo al nido.
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Opera in immagine di Shota Voskanian, artista armeno l'opera in originale è a colori.

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Claudia Sogno
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Commenti (1)

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Daniela Zarriello16 aprile 2015

Lirica sorprendente e complessa che sento parlare suadente, che chiama dolcemente ed insistentemente alla mia rilettura. Immagini poetiche di grande effetto in cui le parole si fondono con i corpi e le anime degli amanti. Vi percepisco un canto potente e polifonico che si trasforma in una calda e appagante unione fisica e spirituale. Ottimo poetare che non chiede di essere interpretato ma solo ascoltato con attenzione.