Risposta dell'alunno alla sua insegnante
La felicità, forse, esiste in terra,
ma sol nell’ urna dov’io riposerò.
Pure l’amore nel mio cuore erra,
ma se lo sfioro, tosto lo perderò.
La tua lettera, Valeria, è la speme,
che mi toglie dal baratro esiziale,
della gioia giorno e notte è seme,
nonché lanterna per il mio ideale.
Insegnavi, ma ti sentivi mamma,
leggendo l’affanno del mio cuore.
Il giusto ruolo a te più confacente
con grazia mi leniva il dramma,
affievoliva ogni dì il mio dolore,
mi schiudeva l’anima e la mente.
La radice verbale del tuo nome
compendia le tue parole, gli atti,
la premura di docente e mamma.
Aurora sarà il tuo soprannome,
sorella di Elios e di Selene, infatti
ai miei dì hai dato luce e calma.
Il tempo fugge, però non cancella
il tuo ricordo, che per me è vita;
io non ti oblierò, anima gemella,
tu sei il balsamo per la mia ferita.
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L'autore
Gino Ragusa Di Romano
Nacqui il 26 giugno 1943 a Pietraperzia, dove vivo. La mia famiglia m’impartì un’educazione spartana ed io ne condivisi gli insegnamenti, facendo degli stessi la mia norma di vita. Padre di quattro figli, col valido e costante aiuto della mia consorte, signora Maristella Calabrese, insegnante nelle scuole elementari, e
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