Kavafis
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (8)
"Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze." Kostantinos Kavafis... poeta e giornalista greco. Personaggio alquanto scettico e anticonformista. Sue le esperienze di chiusura e borderline che hanno reso i suoi testi, temi caldi per l'epoca. L'incertezza nel futuro, il carattere morale e la psicologia degli individui, l'omosessualità e la nostalgia tra i suoi scritti preferiti. Bello l'omaggio che ne fa l'autrice, tra i suoi versi che riportano a noi una vera chicca in poesia. Ottimo il verseggio confezionato con quel tocco di armonia.
Non posso entrare nel merito della dedica perché non conosco l'autore greco... Ma apprezzo di questa poesia la metrica coinvolgente ed il viaggio della mente che ci propone... sembra un sogno ad occhi aperti.
Neanche io entro nel merito, non conosco questo poeta, ma conosco molto bene l'autrice per non apprezzare i suoi versi.
Anticonformismo, un poeta dai versi concisi ma efficaci fuori dagli schemi dell'epoca si fece voce di molti temi reali e sociali, tutt'ora attuali . Una lirica/dedica ben curata, profonda nella stesura Sensibilità di cui l'autrice è portavoce, in immagini poetiche molto, molto belle!
Un poeta chiuso tra le ante della propria oscurità, cercava di capire la sua ambiguità in conflitto con la coscienza d’origine cristiana, che incompatibile al suo orientamento sessuale, istinti omoerotici gli creavano preconcetti d’omofobia, motivo che lo rendeva infelice nell’ostile contesto di epocali pregiudizi. Quest'ambiguità che gli crollava addosso gli permetteva di delineare un percorso poetico profondo, dove il cercare di schivare l’ineluttabile destino che la natura gli riserbava, lo collocava tra gli artisti di una spiccata lucidità interpretativa della libertà di pensiero e della bellezza a contrastare il suo interno indemoniato dalla sorte indesiderata.
Un fraseggio che colpisce per quanto la poetessa "sente" questo poeta... uno scrittore che nelle sue opere espresse il profondo disagio del suo vivere, immerso nel proprio amore per la sua terra d'origine e nello stesso tempo tormentato dall'incertezza nel futuro... tra l'omoerotismo e la propria infelice coscienza cristiana. Itaca è solo la meta da raggiungere dopo lungo pellegrinare... non conta tanto la destinazione, ma lo spirito... l'esperienza che si viene ad assorbire lungo appunto il percorso... dove quindi è il viaggio stesso ad assumere le sembianze della vera meta da cogliere. Credo sia questo ciò che più la poetessa ha voluto trasmetterci con queste Sue splendide appassionate righe.
Omaggio ad un autore di origini greche, molto apprezzato per la sua poetica, soprattutto in età matura. Di questa persona, l'Autrice assapora ed apprezza il travaglio fisico e mentale del suo peregrinare, di terra in terra, come l'Ulisse di Omero, alla ricerca delle intime sonorità del proprio essere e di un mondo che crea quotidiane attese per un ritorno alla propria "Itaca". Quante sensazioni e condivisioni per questi versi che sanno rappresentarci in maniera veramente profonda il travaglio interno rispetto ad un mondo che regala infelicità e sofferenza d'animo. Un giusto plauso all'Autrice che sa come sempre portarci sapientemente, quasi per mano, nelle tematiche profonde dell'essere umano e del contesto ove questi è inserito...
un grande poeta chiuso in se stesso scrive in maniera concisa esponendo bene i suoi pensieri... bella la poesia di cui parla l'autrice credo che il poeta abbia espresso un parere positivo sul peregrinare di Ulisse sull'esperienza che questo viaggio ha saputo regalare al protagonista... animo travagliato sulla fede e su altri temi non facili... spero di ricordare bene, comunque l'autrice sempre brava in righe di poesia nell'esporre i fatti il io sincero elogio é un piacere leggerla








