Oppure il buio

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...è come una storia, a volte seguo il suo filo, a volte è come se cadessi o mi perdessi ma se rileggo allora magari poi credo di averne capito meglio il senso e non ho più la sensazione di oscillare anche se la poesia lo è sempre, un movimento tra capire e non capire (del tutto)... la 1 strofa descrive qualcosa di personale; la seconda è chiara, ho anche pensato una cosa mia (i versi che ti fanno pensare...), il v. 11 è importante... come anche altre cose che le due successive strofe dicono...; dalla strofe centrale in mezzo alla poesia che è ripresa dal titolo è un altro discorso, come quando cambia l'aria dalla pianura alla montagna, è diversa; parla un po' la filosofia/introspezione qui... questa lunga verticale strofa e la seguivo poi sem
Una chiusa perentoria, uno stacco netto dal chiacchiericcio che sembra avvolgere il mondo delle persone più recettive e sensibili. Uno stacco netto per sottrarsi dai condizionamenti del ciarlare per riconquistare un proprio spazio di autonomia. Tutto ciò che nasce, radica nel buio ed è da lì che è necessario partire o ripartire. Apprezzata.
Una poesia apparentemente complessa. Ad una prima lettura questa grande poesia potrebbe scindersi in tre bellissime e significative poesie. Le prime due strofe, raccontano le sensazioni di ritrovarsi nel Silenzio e nel Vuoto in cui mi ritrovo e riconosco me stessa. Nella terza e quarta strofa, l’Autrice fa una reale anamnesi di ciò che sono oggi, la maggior parte di uomini e donne nelle loro accezioni negative. Il resto della poesia è un sentire intimo che seziona il pensiero introspettivo in due parti ben distinte eppure così concatenate… Insomma una poesia per me ipnotica che mi ha trattenuta alla lettura e alla rilettura di questo pregiato testo.
è un silenzio quel che si perde se ci si perde, oppure il buio che rischiara tutto. Una poesia che ha nel suo piccolo viaggio, un mondo. Su tutto l'incipit e la chiusa diretta e nelle mie corde.

