La coscienza di un libro
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (9)
Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro (Umberto Eco) La coscienza di un libro: una sfida, un mettersi a nudo, un dialogo fitto, un amplesso nel profumo della carta, un tuffo dentro le righe per ritrovarsi o perdersi, qualunque sia il nostro approccio é pur vero che leggendo deponiamo le armi e raccogliamo nutrimento. Ciò che dona un buon libro spesso viene sottovalutato, ma la conoscenza si tramanda attraverso di esso. Leggiamo sempre, anzi come dice l'autore in questa sua bella poesia, lasciamo si conficchi lo scisma...è giovamento.
Ha ragione il Poeta, è importante la coscienza di un libro: i suoi segreti, è un mondo che si apre agli occhi del lettore, un modo da esplorare, da gustare, da percepire. Bisogna abituare i bambini alla lettura, fin dalla più tenera età...Chi legge può avere un pensiero più libero e limpido perché abituato a riflettere, a meditare. Oggi, purtroppo, i ragazzini (e anche gli adulti) non leggono più perché stanno sempre davanti ai vari dispositivi tecnologi, si è perduto il gusto di sfogliare un libro cartaceo, di sentire l'odore della carta stampata. Su, ricominciamo a LEGGERE...
tuffarsi tra le pagine di un libro immedesimarsi nei personaggi vivere 1000 vite ...che bella un incitamento a leggere sfogliando pagine a volte mpolverate dal tempo il mio plauso bella ed originale
Entrare dentro a un libro, alla sua storia, ai temi trattati. Il poeta ci avvolge con i suoi versi sempre molto fantasiosi e inusuali, perché lui è così e questo è il suo narrare. Sono sempre più affascinato dai suoi scritti e dal suo mondo. Bel lavoro e bella idea.
L'autore personifica il libro aprendo un dialogo col lettore e c'è questo cambio di rotta voluto, per arrivare a dire che un libro è come il "nostro maestro" atto a non inculcarci il sapere, ma ad aiutarci ad elaborarlo e a tirare fuori le nostre verità. Un libro assolve al suo compito di maieuta formendoci un immaginifico capace di aprire ampi scenari in cui fondersi o dissociarsi e alla fine ricompattarsi diversi, perché arrichhiti e nuovi. Molto incisivo il testo ed originale
trovo geniale questa lirica. E' proprio così ...solo chi ha arte nel senno può capire ciò che hai scritto. E QUI SEI NEL POSTO GIUSTO... sono d'accordo con tutti gli scrittori, e pienamente con CATIA. stupendo,.
In un paese in cui la lettura è una cenerentola ci sarà ben poco spazio alla crescita individuale e sociale, a quella intellettiva ed etica, a quella artististica e creativa... Un libro che fisicamente prende i sensi prima ancora della mente e dell'anima, ogni libro è un'avventura, sempre, al centro di se stessi... "Una volta mi chiamavi maieuta..."
Un testo che invita alla lettura, ad aprire libri per respirare conoscenza e libertà...il sapere ci libera dalle catene e ci apre varchi infiniti. Ben fa l'autore a fare riferimento alla maieutica, da cui partiva il ragionamento tra docente e discepolo con un'operazione di scavo del significato verbale. Complimenti al poeta per la sua capacità di far riflettere il lettore soprattutto per la sua poetica personalissima. Il mio elogio!
Bellissima e dialogica dichiarazione d'amore al libro con il quale si stabilisce un rapporto interattivo che fa crescere in maniera ipertrofica e reciproca lo spessore sia del libro stesso che del lettore.








