Fine di un sogno

Così, nel cristallo del mattino,
nei rari incontri che la memoria
rinserra nel suo scrigno,
vi sono il rimpianto e lo smarrimento,
schegge taglienti sfaccettate,
vividi squarci frementi di un vissuto,
dei suoi perduti occhi, echi profondi,
voragini, faville e tremule rugiade.
La sua pelle liscia e umida
vibrava ad avvolgere le membra
e le carezze frementi come il sussurro
di un caldo vento del deserto.
Disamorarmi ora sarà difficile
di quella che fu vera vita.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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