Firenze
Lottò contro i roghi della superstizione,
insegnando al mondo che ciò che è bello non sempre è amorale.
Ha dato la voce alla babele delle lingue,
in un sol testo c’era tutto lo scibile.
Tra le sue strade si respira l’afflato dell’arte,
innestato in eterno da coloro che essa aveva benedetto.
Nutrì uomini capaci di render immortale un sorriso di donna,
per i quali anche la roccia si tramutava in creta.
Appare così al primo sguardo,
toglie il respiro,
rischiara l’animo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!