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Sociale 7 maggio 2015 · lettura 1 min · 1580 letture

Violini

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Sono ancora diga a contenere il flusso giallognolo che imperversa nelle mie sponde, lo sono perché negare allo scorrere di infatuarsi della discesa sarebbe brutale. Già è tanta la crudeltà che attende il passo falso sulla lama. Chi acclama spesso bisbiglia ed io urlo, voglio urlare tanto da sentirne l'eco. Ma qual è il senso della contingenza se i violini suonano cemento anziché l'aria che fermenta? Ma dico, è tutto così chiaro fra i corpi celesti, non c'è l'umido a settacciare il cosmo di cui siamo intrisi.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (3)

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Giovanni Chianese7 maggio 2015

Il violino è il simbolo dell'armonia, e a quanto pare in questa lirica avvolta dall'apparente misterioso enigma, tutto sembra contrastante al contingente momento, elemosinante libertà efficienza e trasparenza. Non si può cernere la coscienza dagli esseri, essa è tutt'uno con la volontà dell'individuo. Per mirare al magnanimo progetto di una società modella è l'indole di ogni persona che deve tendere al bene comune, solo così si potrà costruire un modello di vita senza diseguaglianza portatrice di rancori e vendette. La consolle dei comandi dovrà attivare progetti mai forvianti per uscire dal disaccordo stonante.

Pagu7 maggio 2015

Urlare i nostri pensieri contro il silenzioso bisbigliare di chi non osa, ma osare significa libertà, opporsi a chi offusca la musica del mondo. Gran lavoro, pieno di idee e spunti. Una riflessione che amo e sento mia. Ottimo.

Azar Rudif8 maggio 2015

"... non c'è l'umido a setacciare / il cosmo di cui siamo intrisi" Verso di incomprensibile forza che si sprigiona dalle sue stesse parole risvegliando pensieri antichi e di universale valenza. E' già tutto dentro di noi, tra le nostre sponde, ma occorre lasciar scorrere quel fiume sotterraneo che ama scendere nell'anima, quando questa si ribella e urla contro chi bisbiglia false parole.