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Spirituali 7 maggio 2015 · lettura 1 min · 918 letture

Parlami del cielo

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Mi ridisegno addosso l’esistenza. Ritornare a credere o credere altrimenti. Evidenza e credenza scienza e fede incompletezza . Il crudo sasso dell’essere è teorema di Godel. Se stringo la mano al dolore se mi avvicino alla sofferenza la tocco... resterò intrappolata Parlami del cielo ti chiedo... “Dà filo al tuo aquilone volerà più in alto”. Apro piano la mano.
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L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (9)

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zani carlo7 maggio 2015

Domande che lasciano più di una risposta... ognuno se la deve dare... l'aiuto che può venire da dove... resta anch'esso un mistero... Bella la chiusura... si tenta di credere... se non si può capire.

s
santo aiello7 maggio 2015

Difficilmente si riesce a dare ai propri versi questa carica esistenziale come fa la nostra autrice in questi versi. Parlami del cielo, come se l'inesplorato mistero sia tutto in un ascolto, in un profondo e infinito sentire. Forse, a volte, la vita ci chiede di fare un salto nel vuoto... di fidarci di qualcuno. La brevità stessa dell'esistenza lo impone. Crudo sasso, e spesso anche freddo, tra le mani che cercano il calore, le risposte, il coraggio di saltare. Un senso profondo ci trattiene, un senso profondo ci spinge anche ad osare di sapere... Un enigma... un viaggio interiore... tutto in questi bellissimi versi. Una chiusa splendida fa di quest'opera un'emozione alla lettura. Apprezzatissima.

chrysalis7 maggio 2015

Cercare i dare risposte a domande che risposte non sempre hanno, rende ancora più doloroso il dolore stesso. Forse accettare la sofferenza e viverla senza combatterla è l'unica via. Dicono che la vita veramente vissuta è quella sulla quale si riflette...

Giovanni Chianese7 maggio 2015

Nei momenti di depressione l'unica salvezza è aggrapparsi al filo di un aquilone, volare in alto significa aprire le porte alla fede, appiglio che speranza nutre. Nella debolezza, noi umili terrestri ci rivolgiamo al Signore. Preghiere le nostre al salto divino, attendiamo di scalare la vetta della salvezza. Forte emozioni quest'anima in versi, è frutto di un lavoro delicato e vissuto, gioco forza quella volontà di uscire dal tunnel.

Anna Di Principe7 maggio 2015

E' la vita in tutta la sua complessità, in ogni sua mancanza e in ogni suo dono. Significativo il rinnovamento spirituale di fronte all'amara condizione umana... si esiste con tutti i dubbi e le incertezze, per soddisfare il proprio sentire .Analisi introspettiva di grande valenza. Il mio elogio per l'ottimo lavoro!

Rosita Bottigliero7 maggio 2015

Sono i fili della vita che si muovono in un emisfero di tempo... Parole gesti e pensieri in un istante afferrato. ... complimenti

Salvatore Masullo7 maggio 2015

"Parlami del cielo": per molti è tutto ciò che è sovrumano come l'Eterno, come l'Infinito, come il Tempo, come l'Anima, come Noi che aneliamo ad elevarci sopra la sofferenza, sopra il terreno, le credenze, le miserie... Abbiamo bisogno che qualcuno ci parli del cielo, dove alberga tutto ciò che è sogno, sentimento, ambizione, elevazione, alienazione dalle nostre misere spoglie. Possiamo farcela: basta solo dare spago al nostro aquilone per salire verso l'alto, lontano dalla trappola che ci tiene a terra. In quel caso anche la tagliola della sofferenza potrà non riguardarci! Struggente e contemplativa questa lirica che sembra quasi preghiera, un'esortazione a parlare di un cielo dove la vita non ha più parentesi! Un'inchino all'Autrice!

Riccardo Ruschetti8 maggio 2015

Si ha bisogno di credere... volenti o nolenti in "qualcosa" dobbiamo credere! Non necessariamente in qualcosa di soprannaturale... L'avvicinarsi al dolore come forma di fede può comportare il rischio di rimanere intrappolati nella gabbia dell'autocommiserazione... ed è per questo che l'autrice esprime con grande efficacia quella "voglia di cielo" che porta sì a credere... ma in qualcosa di veramente "libero" nel quale ci si possa felicemente perdere. La chiusa è pura espressione di riapertura al mondo che porta a respirare nuovamente la speranza... quella voglia di vivere pienamente.

Ventola raffaele9 maggio 2015

Il bisogno di aggrapparsi alla vita quando ci su sente un po tristi, di credere, di essere parte integrante di essa. Lirica di grande valore, piaciuta.