L'araba fenice
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (10)
Chissà quanti sognano di vivere il mito della fenice... che nasce appunto dal desiderio d'immortalità insita nell'uomo... da sempre... originale è bella questa poesia che coglie questi aspetti e sensibile l'Autrice dona un pensiero di pietà per quell'entità costretta al patimento perpetuo di un'esistenza senza fine.
un simbolo di rinascita, una purificazione che abbraccia tutte le cose bagnate da lacrime di vita. brava autrice.
Rinascere dalle proprie ceneri, rialzarsi dopo una caduta non è mai facile, ma appunto come "l'araba fenice" bisogna avere la forza di rialzarsi e cominciare di nuovo a vivere. Bellissima!!
Il mito dell'araba fenice da secoli storicamente accompagna l'esistenza dell'uomo, quasi a voler essere d'esempio per rinascere dopo ogni caduta durante la vita. Di pregio e di accurato approfondimento il versificare sull'incessante dolore della fenice per una vita senza fine ... Molto convincente l'impulso vitale, che la poetessa conferisce all'intero testo attraverso le forti intensificazioni verbali. Plauso!
Un cadere rialxandosi in sfumature di versi che emozionano. ... Molto bella. Complimenti
"condannata a vivere" ed in effetti è questa la condanna della Fenice. Condannata all'eternità, mentre tutto è mortale, gli umani sono mortali e per questo motivo Gli Dei ci invidiano, loro che sono eterni. Versi che mi restituiscono questo senso di inesorabile e interminabile condanna per un vivere che la Fenice vorrebbe non si ripetesse ancora. La disposizione delle parole usate, passa da questa esaltazione della Fenice per la morte giungente nel fuoco fino a terminare con un senso di dispiacere e una lacrima per essere tornata a questa vita.
Condannata a rivivere... in effetti ogni cosa che è costrizione, ogni evento nel quale manca la libertà, si trasforma in un incubo. Si ha il diritto anche di morire, serve anche l'idea che la vita si possa interrompere per apprezzqrla meglio e con la volontà di parteciparvi.
Io non la vedo come una condanna, ma come il Risorgere dell'Anima nell'oro di ogni mattino, proprio come fa il Sole, semper eadem, eternamente!!! Splendida Poesia!
profonda lirica ...il fuoco brucia ma porta alla rinascita... un lessico molto bello che rende l'idea d ella purificazione... la mia lode alla valente penna...
È un destino longevo e segnato quella della fenice, uccello famoso nella fantasia mitologica ha assunto vari significati tra i popoli della Terra. Potrei rischiare a dire che noi esseri umani siamo il riflesso di questo inesistente volatile, insomma un'immaginazione sacra della vita, che non potrà mai finire nei secoli, rigenerandosi attraverso la procreazione degli esseri viventi. Simbologia che ancora oggi resta a rafforzare alcune fedi religiose, come per esempio quella cattolica, che con la Domenica delle Palme anticipa la resurrezione dopo la morte del nostro Cristo. Insomma siamo esseri condannati a vivere, a morire e a rinascere, ancor più forti e vigorosi, senza via di scampo nel consumare il sacrificio della vita.










