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Riflessioni 9 maggio 2015 · lettura 1 min · 556 letture

La stazione degli addii

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Maria Francesca 703 poesie pubblicate
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Il vento dell'addio, ha strappato le foglie. Nessun treno passa da questa stazione, ora e'il tempo delle parole antiche, libere, vibranti, potenti. Ora è il tempo della mestizia curva di vecchiezza sotto gli alberi delle arance amare, dove passava il fiume della pietà, che si portava nella valle gli occhi dei martiri, al tempo del pane dei poveri. Tremano le foglie degli ulivi, chiome d'argento nel buio della notte . Ululano i cani Ma, i morti non hanno giustizia. Passano piatti sui fogli dei giornali e un altro anno ancora. Le madri sono morte anch'esse, con gli occhi viola e le labbra secche.
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Per Peppino Impastatoper, le vittime di Portella, Pe tutti gli innocenti morti vittime delle mafie

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L'autore
Maria Francesca

Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol

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Commenti (1)

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Azar Rudif9 maggio 2015

Mai dimenticare questi moderni martiri, vittime di TUTTE le mafie e di tutti i fiancheggiatori delle mafie.