Il teatro del cuore
Cantava con noi Eros
la vita e ci facevano coro
liberi e felici gli uccelli,
mentre già Thanatos
tesseva la sua tela.
Ora vago fra gli alberi
che sono imbelli a me,
paiono guardarmi
increduli col loro tentennar,
leggeri di foglie ingiallite.
Confusamente piangono attoniti
per il triste paesaggio autunnale
che il freddo inverno richiama,
lancia il suo spavento intorno,
d’avvolgente silenzio in valle.
Lontano il fischio del treno
sembra chiamarmi d’andare,
affonda in me solitudine,
ma il mio posto è qui
in questo teatro del cuore.
©
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