Solitudine
Nino LoIacono
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Scorrono veloci verso valle
Ricordi tristi e dolci sorrisi,
inciampano nei sassi, rimbalzano,
come se vita ancora avessero.
Morti son già ma non lo sanno.
I fiori ancor li seguono,
ondeggiano al lor passare
l’aria smuovono,
perché pregni di vita,
di sudore freddo,
di dolor pungente,
di contrastate immagini.
Rammento sguardi vuoti,
ipocriti sorrisi,
fredde mani sulla tremula pelle,
vaghe promesse,
inutili speranze,
i finti amici
e le spalle dei parenti.
Si svuota la mia mente.
Le palpebre si chiudono
Il bianco invade l’aera, la terra, l’acqua,
i fiori si afflosciano pallidi.
M’abbandona il coraggio della vita
e mi assale la viltà della fine,
più forte, inarrestabile.
Un debole ramo mi porge aiuto,
il suo fiore mi sorride.
Le indecise mani voltano dallo zenit al nadir.
Il vuoto mi appare d’improvviso,
ultimo rifugio di pace.
Rimango solo al buio a cercar l’ultima luce.
©
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L'autore
Nino LoIacono
Nasce a Patti dove vive ed opera. Studioso della sua terra, ha già pubblicato “Nauloco e Diana Facellina” Un’ipotesi sul territorio di Patti fra mitologia, storia e archeologia- presentato, fra l’altro nel 1998 all’Università di Marshall ed in altre località del Minnesota (USA). Con gli studi pubblicati in questo tes
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