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Ribellione 4 giugno 2015 · lettura 2 min · 1638 letture

E' sempre il solito posto

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Solitario è questo luogo. Né anime in corpi viventi né anime fuori da membra morenti. Pensavo di camminare su spiaggia senza orme, senza onde, solo sabbia a scrivere pensieri e mare a cancellare. Mare del tempo scorre nel mio oblio, dimora d’un vento, mi scompone mi disperde mi trasporta, informe dissolta anima brucio sulla via delle stelle e non esisto. C’è un nulla di canti stonati che mi circonda e nessuno mi raggiunge per l’unica via dimenticata ora che avete perso trasparenti ali per volare ed occhi di luce ad illuminare. E mi ritrovo dispersi atomi su amorfa sabbia ove un’onda arriva e passa ed io son cancellato come ultimi versi che mai scrissi. Ho una vena pulsante intorno al cuore, fonte dei vampiri ho un nervo di fulmini intorno all’anima, luce per demoni ho una nebbia nera intorno alla mente a nascondere pensieri. Pensieri, alimento d’un motore anagrammatico, trasfomati, da razionali versi, in follia per l’umana specie. Sotto questa cupola di cielo che è solo una virgola dell’universo vedo nugoli di umani vagare tra spazio e caos. Io volo dissolto a sparire e solo il Nulla mi troverà.
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Scritto (e foto) di Azar, ma rivisto da me (l’architetto Versi), che ho dovuto addolcire non poco, ma non ha permesso di modificare la nota che segue (…. perdonatelo, ma ogni tanto è un tantino nervosetto): Sempre, il mondo mi resta un luogo solitario abitato da strani esseri bipedi che vagano senza un senso. Sono seguaci del caos e la vita riesce al massimo a pareggiare con la loro morte e non vinceranno mai le loro battaglie. Sono nati solo per piangere e si definiscono uomini, allora io non sono di questa razza e posso solo compartecipare alla loro dissoluzione.

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Azar Rudif
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Commenti (5)

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Pagu4 giugno 2015

Una visione poetica piuttosto pessimistica ma, a dire il vero, di fronte a tanti fatti che accadono tutti i giorni come si può non dare ragione al poeta? Qualunque sia il pensiero di ciascuno di noi, occorre sottolineare che il lavoro dell'autore è ottimo. Immagini ben descritte, contenuti profondi, passione e onestà. Complimenti quindi per una serie di riflessioni che incuriosiscono e fanno meditare, con la speranza che il futuro ci possa donare qualche sporadico momento di gioia.

carla composto4 giugno 2015

seguaci del caos gente senza midollo spinale... purtroppo é sempre in aumento questa categorie di persone... lirica che dice molto... che ho apprezzato sia per la forma che per il contenuto... il mio plauso

Cristiano De Marchi4 giugno 2015

E' vero... è sempre il solito posto! Il solito "nulla" nel quale galleggiare sapendo che tutto è relativo, o quasi... Noi, anzi, Voi strani esseri bipedi pensanti ma non lungimiranti, esseri che vivono per il sopraffino gusto di esistere ma nulla più! Si, ha ragione il bravo autore, è sempre il solito posto dove vivere sapendo di dover morire, e l'apoteosi è sapere che in questo Tempio la parola d'ordine è LAMENTARSI, sempre e comunque. Siamo forse alieni noi? Noi che desideriamo essere per quello che siamo? Ribellione, ribellione totale a costoro... emeriti esperimenti di una vita inutile!

Anna Di Principe4 giugno 2015

Una sensibilità raffinata e profonda travalica il contingente umano per estendere versi che toccano l'inarrivabile. Credo che la superficialità dell'essere umano ha prodotto storicamente ed attualmente "guasti " che solo in apparenza si potranno dissolvere . Di certo viviamo nel caos assoluto, campo fertile per la follia umana. Nel componimento si ravvisa notevole padronanza stilistica e possente forza creativa. Il mio plauso.

Grazia La Gatta4 giugno 2015

Una ribellione che condivido e sento un po' mia; anch'io soffro del malessere di questo mondo, della sua superficialità, frivolezza e insensibilità. E' vero quello che esprime l'autore in questa interessante, profonda e bella ribellione. A volte (quasi sempre) sembra di essere circondati da zombi viventi. Per fortuna che esistono i poeti. Bella e interessante lirica, piaciuta e apprezzata.