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Riflessioni 30 luglio 2007 · lettura 1 min · 1091 letture

Nell'abulica stanza respirata

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Oliviero Angelo Fuina 233 poesie pubblicate
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Nell’abulica stanza respirata appoggiando sul desco mani sporche dagli schizzi di sogni persi e inchiostro giocando con le briciole del tempo apparecchio distratto un foglio vuoto riempiendo all’orlo piatti di parole che l’anoressica Vita disgusta vomitando consensi a fondo perso. Sono stanco di scrivere assonnato - di Tantalo il supplizio già mi veste – non potendo scegliere i miei passi per lasciare gratificanti impronte. E cammino ad occhi chiusi nel buio regalando sorrisi a sconosciuti sono stanco – ma questo l’ho già detto – e non sono previste premiazioni. Quel che resta d’un foglio violentato è un bianco che si perde nella notte dove sembra migliore ogni sospiro dove a illudersi non ride nessuno.
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Oliviero Angelo Fuina
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Commenti (6)

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Anche se assonnato, per me è un gran componimento, versi e lessico impeccabile, vera espressione poetica di gran valore!

Paolo Ursaia30 luglio 2007

Rime... assonnate, che rendono alla lettera il tuo stato d'animo... meraviglia sempre la tua duttilità. Complimenti.

J
Jmarx30 luglio 2007

sembra che l'Autore abbia bisogno di ispirarsi di nuovo nutrendosi dei frutti che lo circondano per riuscire a riempire il foglio... ma si sente condannato alla fame senza cibo lasciando il foglio violentato nel suo vuoto a illudersi nel buio della notte che sublima in niente.. molto apprezzata

Giovanni Monopoli30 luglio 2007

la definirei riflettiva attesa dell'essere. Momenti di pensiero acuto ove l'autore si sofferma per redigere la sua vita.Testo dall'alto contenuto poetico nella sua ispirazione

G
Grandesempre Giorgio30 luglio 2007

Riflessiva introspezione di stati d'animo inquieti in vuoti improvissi che rendono vani i tentavi di fuga verso il buio di una notte che sembra senza fine! almeno a me questa affascinante opera ha dato tali impressioni!

Molto bella, scritta con consapevolezza del messaggio che si vuol lasciare, trascina il lettore in un mondo di reale angoscia, si percepisce il dolore.Davvero