Profondo silenzio
Giaccio nudo sul terreno
porgendo la misera mano
in cerca d’aiuto.
Mostro le braccia assiderate
le gambe travolte.
La lingua non può farsi sentire
legata nella gola dalla vergogna,
soffoca le parole sulle labbra
che smorzate muoiono.
Pallido, scarno dalla fame,
anestetizzato dal dolce veleno della speranza
mi abbandono tra le braccia del dolore.
In un'altro corpo, in un'altra forma,
rinascerò dal profondo silenzio.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli14 giugno 2015
un dolore profondo che porta alla rassegnazione in questa vita e la speranza di poter rinascere è ciò che più tampona questo grido interiore che nessuno può ...e vuol sentire... toccante
