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Riflessioni 28 novembre 2005 · lettura 1 min · 949 letture

Nicchia di pietra e tralci

L
Luigi Diego Eléna 262 poesie pubblicate
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Ed i carrugi ci sono ancora con i loro collari di picchi custodi d’avere terra migrata per un tronco di giraffa che s’eleva in aria fino ad essere ombrello d’uva fragola là dove il tetto spiana lo sguardo al mare e alla collina ad imitare della nave il ponte e la coperta. Ma il mio passo è qui sia che discenda o salga racchiuso a sorpresa da muri quasi binari legati dall’edera confidenziale a terrazze di scalini. File di canne cresciute respirando l’alito del ferrato salso si inchinano il tempo di un saluto fino all’ultimo vagone anche se gli ospiti sono macero pane e companatico. Per loro è comunque sacro ciò che fugge verso l’invito vagabondo se poi è l’interrogativo di là che il porto imbarca. Per domani l’ancora d’approdo è discesa per corrente di ritorno e più non parte. L’ultimo capolinea porto è in quella nicchia di pietra e tralci in ferro battuto e foglie in rame un asciutto acino d’uva per una messa al santo.
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Luigi Diego Eléna
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Commenti (1)

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Mauro Zappi28 novembre 2005

Bellissima descrizione dei tuoi luoghi... ... Mauro