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Donne 12 giugno 2015 · lettura 1 min · 2343 letture

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nemesiel 226 poesie pubblicate
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Guardo le tue certezze il sentiero lineare tracciato nei tuoi occhi. E sono così povera con i miei dubbi coi percorsi sbagliati marchiati sul mio viso. Così... dipingi il mondo in cornice dorata incastonato ed io nella mia tela solo strappi graffi unghiate di colore e sangue. Rido. Che fare altro se la pioggia cade dove vuole lasciando arsi occhi senza misfatti nati fuori del tempo di quel tempo ignorante che perdeva i suoi cieli lasciando un segno muto sull’orizzonte che nessuno legge
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L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (14)

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carla composto12 giugno 2015

intens liric che tratta tema importante... una chiusa che porta a riflettere e che mette in risalto il senso di questa mervigliosa lirica ...lode alla poetessa

zani carlo12 giugno 2015

Importanti riflessioni in questa poesia che racchiude sensazioni apparentemente contrastanti tra loro... ma racchiudono in sostanza quello che dentro si vive quotidianamente... il tutto invischiato in un destino... che sembra vagare senza alcun controllo...

Anna Di Principe12 giugno 2015

Tutta la precarietà dell'esserci in questi versi densi di quesiti "con i miei dubbi " e di dolore causato dall'esistenza, vicenda terrena con tutte le sue incertezze. Pregevole la chiusa dove c'è una sorta di rassegnata accettazione di fronte all'impotenza umana. La poetessa con versi agili e scorrevoli ha suggellato l'inquietudine dell'anima di fronte al mistero della vita. Ottimo lavoro molto apprezzato.

Rosetta Sacchi12 giugno 2015

E già, la pioggia cade dove vuole, e noi non possiamo farci niente. C’è chi ha certezze e chi si sente povero con tutti i suoi dubbi, c’è chi vive nel suo mondo meraviglioso racchiuso dentro la cornice, chi colleziona strappi e graffi sulla tela. C’è una profondità di significato in questi versi tale da lasciare il segno

chrysalis12 giugno 2015

Non avere certezze è una ricchezza, come sbagliare, cadere, rialzarsi, sbagliare di nuovo... questo si chiama vivere.

Giacomo Scimonelli12 giugno 2015

rapito da un verseggiare incisivo che tocca l'anima di chi legge... sensazioni figlie dell'immensa sensibilità femminile...

Riccardo Ruschetti12 giugno 2015

Ancora un altro pezzo di bravura... Ormai... non mi sorprendo più! Ma quel "ridere"...mi porta a domandarmi se è una risata portata dall'amarezza per un destino che ha comportato troppo spesso quegli "strappi, graffi ed unghiate" o... forse di scherno... ilarità dettata dalla certezza (!) che la vita, prima o poi, anche a chi vive nelle proprie inattaccabili certezze, chiederà il conto. Per quel poco che posso aver capito di questa scrittrice dalle Sue precedenti splendide opere... posso forse sbilanciarmi affermando che si tratta del primo caso. Comunque sia... si respira profondo il senso d'ingiustizia per questi occhi nati "fuori del tempo" e lasciati "ardere" da un dispotico destino che non lascia scampo alla purezza di un "tempo ignorante"

Bruno Leopardi12 giugno 2015

Stupenda poesia che lascia dentro un vuoto. La pioggia cade dove vuole... ma forse non è così in fondo. Apprezzatissima.

Salvatore Masullo12 giugno 2015

"Guardo le certezze il sentiero lineare tracciato nei tuoi occhi...": sicuramente è un ode al sempiterno cielo, poiché le "certezze"umane spesso si mantengono sopra colonne di cristallo e crollano a terra in mille pezzi, al primo soffio di vento autunnale... Non bisogna sentirsi poveri d'animo, vittime di dubbi, non bisogna rimanere muti, tutt'altro: è questo il primo vero passo verso la consapevolezza della nostra pochezza ed è comunque un pensiero che ci umanizza, ci rende forti, ci fa sentire vivi e ci aiuta a continuare le nostre lotte quotidiane! La nostra tela è solo strappi e graffi: ma quanta vita c'è in questi solchi arati del nostro essere, in questi graffi e scudisciate subite nel cammin di nostra vita. Un applauso all'Autrice.

Rosita Bottigliero13 giugno 2015

Delicato il tratteggio. di porsi al mondo, con leggero essere nel sentiero che porta all'anima, riflessioni mai sopite del vivere. La poetessa regala sensazioni uniche che la distinguono... complimenti

Ventola raffaele13 giugno 2015

Lirica di grande sensibilità e delicatezza, un modo di raccontare le proprie debolezze in punta di piedi, versi che arrivano direttamente nell'anima. Molto apprezzata cara poetessa.

Daniela Zarriello13 giugno 2015

Una poesia che non si può dimenticare... sentimenti e vissuti profondi che si confrontano col mondo e chiedono un perché che non c'é. E allora ridere per sdrammatizzare perché la vita é così, piove e splende il sole indifferentemente sul giusto e sull'ingiusto. La giustizia non é di questo mondo e forse chissà se ci sarà in un altro...

Giovanni Chianese13 giugno 2015

Sa tanto di donna questo doloroso verseggiare. Sono parole uscenti dall'universo femminile questo disegno di rose cadenti su tela ingiallita dal destino. Delicati petali a ricomporsi dai maltrattamenti quotidiani testimoniano la precaria condizione femminile in atto da quand'è costola d'Adamo. Serviranno ancora unghie minacciose al bel fiore delicato per riscattarsi dalla casta di uomini, impassibili a qualità e doti di entità ineguagliabili.

Daniela Dessì16 giugno 2015

Con fine sensibilità la poetessa riesce a trasferire i suoi stati d'animo e sollevare tanti quesiti sulla natura umana e i suoi limiti.