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Riflessioni 14 giugno 2015 · lettura 1 min · 1486 letture

Girando un compasso

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Come aste di compasso a disegnar cerchi mai s’avvicinano, chi centro e chi matita, su sfondi sempre diversi e roteanti di pagine bianche e geometriche forme. Avevo buttato l’orologio e mai più caricato il pendolo, ma il tempo non si ferma, tiranno e feroce scorre ed anche i compassi, stanchi, fuggono per la tangente nel perpetuo moto che s’allontana nell’infinito. Là scoprirò geometrie piane e solide di labirinti e dodecaedri impossibili diventar nebbia e sciogliersi in un deserto di foschi grigi e riflessi blu lontano da un rosso sole che non albeggerà mai più. Morirmi nel tramonto, su una montagna innevata o lasciarmi andare in un mare infinito per sempre dove non esistono altre terre come queste, ma solo il sospiro di un Dio e del Nulla che scoprirò di tonda forma come disegno di compasso. Ha un compasso Dio che unico può disegnar tangenti dove il perno dell’umano compasso ha solo bucato il foglio.
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(Architetto versi) Dipinto: Tempo Salva Verità da Invidia e Falsità di Francois Lemoyne. Un compasso umano non può disegnare tangenti se non quando sfugge al controllo del disegnatore. La verità per un compasso è una circonferenza, la tangente è l'illusione di poter fuggire dalla realtà. E' questo il peggior difetto della razza umana che viene corrosa e si illude di giustificare le sue false convinzioni costruendo geometrie e logiche di assurda complicazione. La verità è semplicemente 1 oppure 0 e non una questione di maggioranze o di scienziati che concordano tutti sulla stessa formula.

L'autore
Azar Rudif
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Commenti (2)

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Pagu15 giugno 2015

La ricerca della forma tonda nell'inesorabilità del tempo che passa. Una bellissima idea, uno studio profondo e un lavoro curato e affascinante, oltre che misterioso. Il poeta ritorna con un lavoro che sorprende e cattura perché sempre intense sono le geometrie dell'anima. Una poesia da ricordare.

Cristiano De Marchi15 giugno 2015

Interessante poter con un compasso fare quadrato alla nostra esistenza... mentre geometriche forme comporranno esclusivamente angoli di una vita trascorsa nel cerchio del nulla... forse tondo? Ha ragione il bravo autore, noi siamo perni di effimera esistenza e riusciamo solo a bucare il foglio! Lavoro egregio da leggere e conservare!