Antico vezzo
Peppe Cassese
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E in questo antico vezzo le parole
rincorrono sottese e ingannatrici
del tempo e della vita le appendici
che fanno ai giorni tuoi da parasole
mostrando al mondo nuovo quel bambino
che scruta il vecchio cielo col linguaggio
di chi non paga ai sogni il suo pedaggio.
Così si attarda muto sul cammino
che impronta sul sagrato la pazzia
di chi sottendemente è titolato
con l’essere e il non essere mai stato
perché scribacchia allegro una poesia.
E la felicità si attarda gaia
sul letto suo disfatto di massaia
contando e ricontando i suoi momenti
al cuore appeso dietro i sentimenti
che danno a questi versi avvoltolati
i giorni mai vissuti e mai cantati.
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Peppe Cassese
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