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Spirituali 18 giugno 2015 · lettura 2 min · 4155 letture

Cosa rimane

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Donne nere grani di rosario sparano, mute statue di indifferente marmo cieche stanno. Vedo tavole d’un teatro marcire al buio, templi lontani dove il vento ha rapito gli ultimi Dei, moschee dalle disfatte cupole, biblioteche di tarme fameliche, un saggio dalle perse parole duella col Nulla, popoli danzano un’ultima volta nel fango, un contadino mangia l’ultimo seme, il letto di quel fiume in secca, vele lacere sbattute dal vento, il silenzio di lapidi sconfitte! Resta, Ai confini del mondo, un’ultima torre senza porte, senza scale. C’è un condannato a morte, ultimo essere vivente ed un Dio. Appare nell’orizzonte un drago, non vi sono albe o tramonti solo resta una notte senza stelle dove s’affonda l’anima e si inbuia verso Piramidi di quotidiana usura Forse, Dio riscriverà la sua Opera dall’ultima goccia serbata dal coppiere nel calice nascosto ad intingere una penna delle mie ali ancora perse. Danzo come un Sufi su questo monte d‘un roteante pianeta, corro intorno ad una stella nana e viaggio ai bordi di una vorticosa galassia vagando alla periferia di un universo in una lacrima triste di un Dio solitario.
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A volte la fine è solo l'inizio di un nuovo universo che un Dio riscriverà, come sempre, per non sentirsi solo. La Creazione nasce dalla solitudine di Dio e vive in essa. La rotazione è un istinto o una conseguenza dell'evoluzione della creazione che ruota su se stessa o sul perno immobile e bisogna ruotare su se stessi per fare in modo che esista un punto o motore immobile. Scusate il termine "inbuia" che non dovrebbe esistere, ma questa volta mi prendo una licenza e vi rifilo questa folle filosofia frutto di illuminazione aliena. Firmato, Architetto Versi.

L'autore
Azar Rudif
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Commenti (7)

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zani carlo18 giugno 2015

Opera "monumentale"...incredibilmente semplice e generosa tanto intima e profonda. Visione di un mito che pone tante domande tentando di fornire una risposta al più interpretato e meno scontato mistero dell'universo stesso. Componimento eccezionale... letto tutto d'un fiato.

carla composto18 giugno 2015

la fine é solo l'inizio ...anche pensiero Maya... Dio nella solitudine della sua grandezza... una lirica che porta a profonda riflessione ...la chiusa come il resto eccellente... danzo come un Sufi... bella interpretazione. ...il mio elogio

carla vercelli18 giugno 2015

Chissà... forse l'universo si espanderà per sempre o si collasserà su se stesso... Personalmente sono portata a pensare che niente e nessuno è qui per caso... la nostra esistenza è dovuta all'atto di un Dio creatore che molto probabilmente si sentiva molto solo e ruotando su se stesso ha dato origine all'universo... forse ne darà origine ad altri, quando sembrerà tutto finito... Molto condivisa, fascinosa, apprezzata.

Patrizia Ensoli18 giugno 2015

Un giorno l'universo collasserà su se stesso e sarà un nuovo inizio, magari Dio in quel caso apporterà delle modifiche ... me lo auguro: meno egoismo e atomi capaci d'interagire all'unanimità! Lirica affascinante e ricca di spunti riflessivi.

Grazia Denaro18 giugno 2015

Opera profonda che va a toccare tanti punti intrinseci della vita. Penso che il mondo non finirà, ma succederà qualcosa che lo ridimensionerà, perché non è possibile che il male si possa espandere più a lungo. L'uomo dovrà ridimensionarsi ad un livello decente, ciò che oggi non sta accadendo. Molti stanno distorcendo le giuste regole e non esiste più umanità. Allora qualcuno più in alto di noi dovrà provvedere perché le cose prendano la retta via. Una lirica che è immensa e spazia in questi problemi con cognizione di causa. Opera apprezzata!

Anna Di Principe18 giugno 2015

Opera che immerge il lettore in una profonda riflessione... l'Umanità sta assistendo alla distruzione del pianeta Terra... una distruzione dall'uomo stesso causata. Siamo al limite di sopravvivenza ...violenze, malvagità, corruzione, incuria per le strutture monumentali ecc... la fanno da padrone e gli uomini inermi guardano indifferenti. Il poeta affronta un tema di grande attualità che di certo porterà alla riflessione... il poeta usa lemmi forti per dare energia e valenza all'opera. Il mio plauso

Pagu21 giugno 2015

Un lavoro complesso di grande bellezza e profondità. Forse Dio riscriverà la sua opera... forse sì, visto che l'uomo la sta distruggendo con la sua volontà di fare del male. Il poeta ci espone un piccolo trattato di filosofia che affascina e coinvolge per l'ampio spettro. Credo che sia una delle cose più belle che ho letto di questo bravo poeta. I miei complimenti.