La donna e la luna
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (12)
lirica forte annche se in versi delicati metafora molto intensa, con il pallido chiarore della luna... il non ritrovarsi nello sforzo grande di un tempo lento ed eterno ...il mio elogio
carinissima... metafore di crepuscolo ma di vita piena.
Come la luna la donna vive tra nebbia e luce ... Bellissima. Complimenti
Donna come luna e viceversa. Paragone azzeccato sotto molteplici aspetti, ampie metafore, dolce e forte poesia allo stesso tempo, versi eleganti e fluidi. Si offre ed attende, la luna. Così anche la donna, la donna nel suo inquieto vivere.
La donna "ombra nell'ombra " già commenta il tormento che attanaglia l'inquietudine del vivere... La poetessa stila abilmente il connubio tra la luna e la donna con uno slancio emotivo che sa tanto di eterno e di vibrante tensione... di pregio la scelta lessicale per un'ottima resa poetica . Molto apprezzata la lirica dal climax di grande impatto esistenziale. Il mio elogio.
La mia luna è di nero velata e una parte di me non si è mai illuminata, eppur cosi tanto amo la vita...
La luna e la donna, la sua parte femminile con la sua luce argentea e delicata. la donna soggetta ed assoggettata molto spesso alle influenze maschili, la parte più debole dei due sessi, ma non è detto, molto spesso le donne danno dei punti agli uomini. nella lirica viene descritta come una creatura sofferente, soggetta a vari cambiamenti esterni, forse è vero, ma la donna trova in essa spesso la forza per superare tutte le avversità. Una lirica che ho molto apprezzato. Il mio plauso!
La sofferenza intima deforma e ciclica schiaccia la volontà di vivere... a volte si riesce a combattere... ma tante altre chiude ogni velleità nel fondo di un vicolo cieco. Poesia che scrive bene di questi disagi spesso inascoltati... la chiusura testimonia il pensiero di una quasi rassegnazione.
Propongo qui una citazione di una scrittrice che mi sembra appropriata al bel lavoro della poetessa: "È la Luna a ricordarci che la vita è relazione e partecipazione, e ogni essere umano sa che questo modo di vedere le cose racchiude una grande verità. Nessuno può nascere senza una relazione e, in seguito, non può vivere senza che qualcuno si prenda cura e sia in rapporto intimo con lui." (Lidia Fassio, Simbologia della Luna)
in quelle mani aperte e arco teso del corpo vedo la ricerca di abbraccio consolatorio che ogni donna anela nel momento della disperazione da una figura materna che tutto conosce di sé, a cui affidarsi per ricevere rinfrancanti carezze sui capelli e tanto pieno silenzio ove sfogare le proprie lacrime mute in un pianto liberatorio... noi donne, creature lunari con alternanza di maree, purtroppo... o per fortuna!
Arrivo tardi, dopo tanti commenti, e probabilmente non aggiungerei nulla a quanto già detto, allora cercherò di dire la voce che mi arriva, quella voce che si fa scrittura. Questa dell'autrice è una voce magnetica, fortemente evocativa, mantica. Una voce che dice se stessa in quanto donna. Io mi ritrovo in ogni verso a fare i conti con ciò che sembrerebbe, non il destino, ma la vocazione di ogni donna ad elargire e di contro un destino che la vuole mai paga di carezze, quelle che spesso non riceve e ad essere fasica, proprio come la luna. Vulnerabile nel momento in cui la bipolarità (vita morte- affermazione - negazione, crescente - calante, vive la fase critica come corpo abbandonato nel segno non di sè
Luce e oscurità la donna è come la luna che espande energia nel cosmo. Linfa di un sistema vitale per tutti gli esseri umani è come un gioco che ora arricchisce, ora impoverisce, tutto dipende dalla sua forza di espandersi nel fare ciò e per riflettere positività è necessario che la sua caparbia fermezza rifletta calma e bellezza. Un incedere brillante sta a dipingere una creatura fragile, sì ma nel contempo divina. Complimenti all’autrice per questo bellissimo componimento sulla stella più bella del firmamento.












