Praecipitavi ab excelsis

Praecipitavi ab excelsis,
a perseguir virtute e conoscenza,
mi parve, allora, non poter far senza.
Là, dio, l’uomo, la mosca,
unum sunt;
prima di uscire, “bereshit”,
a generar la mosca, e l’uomo, e dio;
et illa fuerunt,
ac vidi, ac credidi;
in esaltata eccitazione,
tra profumi e macchie di colore,
nella rete di maya, magicamente avvolto,
fino a che morte e dolore,
sangue da sangue, figli del mio seme,
introvertirono la rotta;
ac vidi, ac cognovi. Nunc scio vere!
Con ali d’angelo salii a contemplare
la rete coi suoi artistici intrecci;
ma solo per poco so librarmi
là, in alto.
©
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Commenti (2)
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Zima2 agosto 2007
molto particolare questa poesia, in cui dio, artefice, si fa artista, pittore. bello il mescolarsi di italiano e latino come colori sulla tela del mondo e bella la chiusa (anke se, per il mio personale stile, l'avrei staccata dal resto) ... di tanto in tanto, per pochi attimi di vita, noi abbiamo la possibilità di avvertire l'infinita bellezza del creato e contemplarla come una grande opera d'arte!
F
Francesca Coppola2 agosto 2007
davvero intrigante, affascinante questa lettura, originale preparazione dei versi!
