Ho imparato

Oltre il fulmine,
più del tuono,
col becco proteso
a caccia d'orizzonti.
Ma striscio
cerco un anfratto,
una grotta
o un pavimento
che almeno sia liscio.
E tu mi chiedi cosa n'è stato
delle farfalle a frotte,
della sabbia che scotta,
delle radici e la quercia.
Sai? Ho imparato a ringraziare la fuga del giorno,
a pedalare senza le mani,
a mordere i muri e le labbra,
a non contare i domani
uguali ad oggi
uguali a ieri.
Ho imparato a pregare,
ché senza Dio non avrei la speranza d'attraccare;
sono una barca senza cabina,
un gozzo senza remi,
ma il porto
- forse -
non è lontano
e infine non lo temi.
Allora chiedo perdono
- anche questo ho imparato -
per gli errori che ho fatto,
per i peccati commessi,
per i rimpianti passati
e per quelli che avrò se ci sarà domani.
©
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
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