Giorni al guinzaglio
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (12)
Mi cattura lo stile decisamente curato, ma altrettanto spontaneo e fresco di questa autrice che rende così leggibili gli stati d'animo, come questo, in cui la malinconia è portatrice di rimpianti per una vita forse non appieno protagonista di sè stessa.
Poesia dolce e malinconico sentire esprime brava l'Autrice... non si hanno radici nell'animo che sente di vivere valori stonati... imperanti nella società d'oggi... e ci ritrova facilmente dispersi giorno dopo giorno... tra quelle pagine bianche... ottima lirica davvero.
Non avere radici significa non essere mai dove si è veramente, ma altrove in continua assenza dal presente, chiusi dentro l'eremo dell'anima
Dove l'avanzare è semplice inerzia, in uno sforzo degno di un animale ferito... ma quante strade ha l'anima dentro di se... quanti ritorni... quante linee da tracciare nel silenzio... nella sua ombra... Mi ha molto colpito questa poesia... questo senso di impotenza, quasi rassegnazione... e quel desiderio appena sussurrato nella chiusa... forse di un'altra vita... di quel sole che manca... Profonda e sofferta... Complimenti...
La difficoltà del vivere è più che mai sentita nella società attuale .Avvertire un senso di disagio, come non avere radici, scaturisce dall'incertezza e dalle fragilità, che in parte sussistono in noi. La poetessa con uno stile intimista fa un percorso introspettivo convincente ...versi che trasudano le inquietudini del vivere .Molto apprezzato il testo, complimenti.
L'essere umano è una strana creatura, a volte si priva della propria volontà, forse perché non sa prendere il volo quando l'anima sogna altri lidi e allora si chiude in quell'involucro della solitudine rimpiangendo ciò che l'istinto induce. Mancandogli il coraggio di prendere il volo, preferisce andare avanti sulla strada del sicuro, ripiegando nel cassetto gli onirici desideri. Insomma come dice l'autrice con questa bella lirica, carica d'espressione, siamo dei sadomasochisti al guinzaglio, in bilico sul precipizio di un vuoto esistenziale in attesa di intraprendere quell’agognato cammino dell'incertezza, che forse mai sarà calpestato.
Ad ogni verso, fin dall'inizio alla chiusa c'è tutto un percorso dentro ... linee e solchi che hanno determinato un cammino ... ma, ciò che è stato stabilito malgrado noi, non potrà mai determinare il pensiero, quello si evolve da solo e nella piena libertà. E' sempre difficile commentare una poesia, dove il vissuto dell'autore è presente e forte ... rispettosamente dico, è bella e l'apprezzo moltissimo!
Sono versi molto decisi che lasciano intendere persi quei giorni passati... Versi molto apprezzati
sepre stilata correttamente bella e sentita un escursus del quotidiano dove ci si accorge di adattarsi a ciò che ci circonda ... una mirabile chiusa ...nelle mie corde
Quanta amarezza in questi versi che "incalzano" con grande efficacia. Giorni al guinzaglio... tenuti a freno dai pericoli (?!) della vita e, quando veramente vissuta e non "subita", dalle sue emozioni... una paura che lascia poco respiro all'azzurro cielo, ingrigito da una sequenza temporale quando l'esistenza non la si sente "nostra". A nulla valgono le speranze tratte dalle linee scolpite nelle nostre mani quando ci si riconosce incapaci di scrollarsi di dosso quell'apatia castrante la voglia di cogliere... la voglia di "cogliersi"!
Bellissima composizione, dolce, toccante, profonda, meditata, con un lessico che cattura! Segni di un lungo e sofferto percorso interiore che affiora nel mare della vita, tra bilanci e considerazioni profonde. Giorni disseminati su strade piene di ciottoli battuti dalla pioggia, pietre che anelano ad un soffio di vita, realizzato con fiori colorati. Un analisi di tappe di vita trascorse tra penombre e giornate anelanti al cielo. Grande l'epilogo finale di questi versi: solo una mente rimasta a piangere sulle sorti di un'anima rintanata da qualche parte per leccarsi le ferite in quell'eremo della vita dove i saggi vanno dignitosamente ad appartarsi per continuare a leggersi dentro. Meravigliosa lirica, da brividi, ricca di emozioni!
Forse che quell'essere senza radici sia la precondizione utile ad assaporare la vera libertà? Non possiamo saperlo. Certo è che la sofferenza ci induce a pensare alle strade migliori da intraprendere per superare questa nebbia che avvolge la serenità.











