Forse Amore
Tacito è lo sguardo,
bruno, del signor Tempesta.
Accigliato, mentre s'accosta,
vago, alle sponde
d'infingarde scogliere.
Tuonano sordi lampi
dietro scatti di tempo
fugace, che nel vento rincorrono
le salmastre spume,
sin a bagnar, come brina
le giovani foglie in inverno,
le aride e pien di solchi
gote della signora Quiete.
E lei, con sussulto e vigor ultimo,
parea aver quasi forza
di destar lo sguardo.
Col madido corpo e la veste
ormai pelle seconda.
Si spacca il cielo
non più vergine, con fragore
l'acque s'agitano e annebbiano
nella possenza del bruno Rovescio,
la speranza Le vien meno
e l'onda che s'alza
senza preavviso alcuno,
trascina il suo corpo vitreo
nell'oblio di mar funesto
e cielo ardesia.
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