Désolation
Jeannine Gérard
492 poesie pubblicate
+ Segui

Sous un grand soleil ironique,
sans ombre, pied à pied,
je flâne dans des allées
où seul répond la main de l’homme.
Tout s’assombrit en moi.
Plus aucun arbre, plus de fleurs.
Plus de brins d’herbes à la lisière
des allées éventrées
s'érodant au bleu du ciel.
Une tristesse vive m’étreint.
J’étouffe!
Combien j’aimais m’attarder
et fantasmer dans l’ombre des pins
et m’enivrer de leur parfum.
Seul le chant des oiseaux
perchés sur les plus hauts rameaux
troublait le silence.
La brise m’emportait leur concert
qui amoindrissait mes peines.
Où se sont- ils réfugiés?
Sont- ils morts?
Mon sang reflue à la seule pensée.
L’aujourd’hui...?
Seul un grand pugilat de machines
qui, indifférentes, creusent et fouillent
avec leurs bras de fer
dans les entrailles de la terre
qui, sous ce grand soleil ironique
fume et vomit poussières.
Elles m’inondent.
Me noient presque.
Quelle désolation!
C’est à se demander
jusqu’où les pouvoirs de l’homme
vont dans l’inutilité.
Je ne vais pas jusqu’à les blâmer,
mais je me plains
pensant à mes lendemains
sans l’enivrant parfum des pins.
- - - - - - -
Desolazione!
Sotto un gran sole ironico / senza ombra, / passo passo, / bighellono nei viali / dove risponde solo / la mano dell'uomo. // Tutto si oscura in me. // Più alcun alberi, niente più fiori. // Non un filo d'erba / al margine dei viali sventrati / erodendosi al blu del cielo. // Una tristezza viva mi stringe. // Soffoco! // Quanto amavo sostare / e fantasticare nell'ombra dei pini / e inebriarmi del loro profumo. // Solo il canto degli uccelli / appollaiati in cima ai rami / turbava il silenzio. // La brezza m'inviava il loro concerto / e sminuiva le mie pene. // Dove si sono rifugiati? // Saranno morti? // Il mio sangue rifluisce / al sol pensiero. // L'oggi...? / Solo un gran pugilato di macchine che, / indifferente, / scavano e perquisiscono con le loro braccia di ferro / le viscere della terra / che, sotto questo grande sole ironico / fuma e vomita polveri. // Mi inondano. / Mi annegano quasi. // Che desolazione! // È a chiedersi fin dove i poteri dell'uomo / vanno nell'inutilità. // Non vado a biasimarli, / ma mi lamento/ pensando ai miei domani / senza l'inebriante profumo dei pini .
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonio Guarracino7 luglio 2015
Versi che condivido profondamente e che sanno di amaro, perché l'uomo con la sua mano quando ferisce la natura ferisce se stesso e non si accorge che lentamente si suicida. Ma al poeta questo non sfugge e non può che gridare il proprio sdegno ed il proprio dolore contro quest'uomo " sapiens" che non sa nulla ne si rende conto delle proprie azioni!

