Ribellione
10 luglio 2015
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Postino al guinzaglio cerca un Gong

Millenni di vite
solo anime morte per strada
a portare ciò che non sanno far vivere
tra il volo di una farfalla e l’urlo di un’aquila.
Forse era un campo di grano
ed una chioma rossa
a dissotterrare le eterne armi di un Dio
e partire
senza mai tornare.
Portare immagini e sensi,
una musica antica, mia,
solca l’anima,
un campo di grano alla semina,
uno spirito di aride zolle.
Un pensiero alla deriva sul mare delle vite,
una lacrima che rigava un sorriso,
un’altra vita, ma sempre viva,
un ricordo, una speranza del principio eterno.
Gesti, immagini, una voce, un bacio
senza senso ora,
senza la luce del Sole e della Luna
seguo le stelle fino alla fine dell’infinito.
Ed ora,
quale vita rimane?
Ero nato senza piangere, forse ridendo,
forse sapevo che non sarei mai più nato,
ma fui schiaffeggiato per piangere.
Era ancora la stessa vita!
Donne, uomini,
terre, fili d’erba
montagne sempre più basse
mari senza rotte e senza vele
filosofie e popoli, ma quali,
falso, tutto falso e inutile.
Vago qua ed oltre come nuvola trainata dai venti
verso cruna d’ago
in bilico sul dito di un Dio.
scomparirò per passare dai miei occhi
e rubare l’ultima estasi
al fuoco dell’inferno.
Angeli,
esprimete l’ultimo desiderio
o l’ultima preghiera.
Le vostre armi sotto quel campo di grano
ed una chioma rossa li custodisce
ora che siete silenti contro demoni.
Navigo un mare di note
violente note che strappano nere vele
rimbalzano sui muri dell’universo
infrangono navigli come scogli.
Ho due cuffie per non ascoltare nessuno,
un volume alto ed un chitarrista folle.
C’è ancora un postino che deve suonare
entrerà nel mio cranio per l’ultimo messaggio,
spero.
Per ora mi gira intorno, al guinzaglio
e non trova il gong lasciato dal mio maestro
scomparso tempi fa in un Vulcano.
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