Sbornia
Poche ore fa ero un clown
che si nutriva
del riso amaro
di miseri festini.
Ora sono una donna
che vomita
nel cesso del suo monolocale,
ubriaca d'assenzio e di solitudine.
Signora fanciullezza
dove sei finita?
Signora ingenuità
dove sei andata?
Nella penombra del crepuscolo
la cinepresa della mente sbronza
proietta allucinazioni:
vedo le tue ossa
riposare sul mio ventre
sgombro e sterile,
vedo il tuo sangue
scorrere sui miei seni
vuoti e aridi,
vedo il mio corpo
diventare tomba
fredda e muta.
Ti ho ucciso
Signora fanciullezza.
Ti ho sepolto
Signora ingenuità.
Per sempre.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!