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Ribellione 20 luglio 2015 · lettura 1 min · 1968 letture

Narrateci, oh Muse

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Dagli achillei furori a Zeus coperto di ori di Giunone gli onori di Venere i suoi amori Dimentichi l’ingegno multiforme dell’uomo di Troia distruttore o dell’umano d’umani cercatore o di chi nell’uomo fu esploratore se dell’Alto il discepolo fu indagatore? Moneta e monili di preziosi ori drappi e vesti dai mille colori, hai ora moneta impura e debiti senza misura con crapuloni e banchieri senza valore e mai sinceri. Ancor avete quello scudo col quale o sul quale tornare da spartano guerrier nudo vinti gli eserciti ed il mare Roma venne ad imparare. Narrateci Muse, che l’Arte uniste al Tutto come campo arato e seminato ove a beccare i poeti vanno.
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Strofe: La mitologia. Ulisse, Diogene, Socrate e Platone. Situazione attuale. Sparta. Dedicata ad un popolo tradito dai suoi governanti e di fronte ad un baratro. Il sottofondo (di protesta) è di un gruppo, gli Area, il cui cantante Demetrio Stratos era un greco naturalizzato italiano e dalle caratteristiche vocali ineguagliate (padroneggiava fino alle quadrifonie e frequenze impossibili per una sola persona).

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Azar Rudif
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Commenti (5)

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Pagu20 luglio 2015

Un ottimo spunto che porta il lettore a una profonda riflessione che si può estendere tranquillamente anche ai giorni nostri. Accurata e coinvolgente la stesura di questo lavoro che dimostra una grande conoscenza dell'autore anche in campo musicale. Preziosa anche la musicalità dei versi tanto da elevare questo scritto a livelli molto alti.

zani carlo20 luglio 2015

Perfetti spunti mitologici per un popolo... primo nelle civiltà antiche per concetti filosofici... democrazia e costume... valori che sopravvivono ancora oggi nelle repubbliche moderne occidentali... Canto di protesta di un popolo schiacciato dai propri debiti provocati da una classe dirigente irresponsabile... e miseramente traditi (come si legge nella nota) dalla nuova... piegata alle volontà monetaria di faccendieri internazionali... veri padroni dell'Europa.

Grazia Denaro20 luglio 2015

Ottime riflessioni sulla mitologia greca che si può paragonare ai giorni nostri in cui anche i nostri governanti operano a loro uso e consumo, senza pensarci due volte nello schiacciare popoli che sono già nell'indigenza pura. Ottima anche la musica, molto esplicativa la nota, il mio plauso!

Pasquale Farallo20 luglio 2015

E' una gran sofferenza vedere maltrattato un popolo che fu la culla della civiltà e dove nacque fertile la Cultura, la Filosofia, l'Arte, il Teatro, e ultima e non ultima, la Democrazia! Questi versi rendono giustizia solo in parte della grandezza e della profondità intellettiva di quel popolo che ora è sul baratro della disfatta a causa di governanti miopi e corrotti, e di un establishment europeo altrettanto meschino e con la visuale molto corta. Il mio plauso a questi versi fluidi e musicali.

G
Giuseppe La Marca3 agosto 2015

Ottima poesia! Molto sentita che purtroppo evidenzia la brutta situazione in cui si trova la terra che fin dalla notte dei tempi ha insegnato cultura a tutto il mondo. E tornerà a farlo a dispetto dei banchieri e noi da bravi romani impareremo ancora da loro e torneremo al vecchio splendore.