Le mie terre
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
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Figlia di due terre l'autrice, della prima figlia, della seconda figliastra. Un percorso, due vite che a un certo punto divergono per altre vie. Ma i ricordi, quelli restano nell'animo e servono a fare un bilancio di vita. Lirica da cui s'evince un filo di tristezza e nostalgia che arriva al cuore del lettore. Il mio plauso!
Sentirsi uniti alle radici del cuore con una bellezza della presente vita... sono versi molto delicati... profondi.
Una Terra tanto amata sia per le meraviglie del Creato sia per le vestigia del passato, ma ciò non basta per un animo, che esprime tensione ed inquietudine interiore. La poetessa egregiamente evidenzia quanto non sia importante ciò che ci circonda per il proprio intimo benessere e lo ribadisce nell'ottima chiusa. Molto apprezzato lo stile armonioso e le immagini evocative di ampio raggio. All'Autrice il mio plauso.
Anima errante che mai trova pace, la vita cambia e ci cambia
In pochi versi tutta la bellezza nostalgica per la propria amata terra che ora evidentemente si vive solo nella propria memoria... bellissime immagini di una poesia veramente bella.
Immagino l'autrice seduta a rovistare rumori nella mente che possano dare un'unica identità a quel ieri così dissimile e nel contempo simile all'oggi... per quei silenzi nascosti tra le pietre e quei tramonti che non tradiscono mai il cuore. La immagino figlia di quel calore... oggi forse troppo raffreddato... certo mai dimenticato, tra le incerte stelle del proprio destino che faticano a risplendere e segnare la strada a quei passi troppo sinceri... troppo veri tanto da sentirli lontani dalla polvere che la circonda. Non ha paura l'autrice a mettersi in mostra di fronte a quel mare che, più che a violar le rive di una spiaggia, sembra davvero sia capace di nettare, penetrare e dar risalto a ciò che brilla nel profondo della Sua anima.
interventi tutti meritati per un'Opera ben scritta e che suscita emozioni nel lettore... apprezzato lo stile e la musicalità dei versi
"... Navigo senza stelle il mio tempo sbagliato". È piena di tutto questa poesia e la sua chiusa sintetizza questo tutto. Una poesia di forte spessore umano ed una chiusa che racconta il presente come meglio poeticamente e umanamente non poteva farsi.
La vita con le sue scelte ci porta lontano e si va come il vento soffiando parte della nostra esistenza in terre che non sono la nostra, si perde un po' di noi per questi posti e alla fine ci si sente orfani ed anche della propria terra madre. Questo perché il tempo che scorre cambia tutto, noi, i luoghi, le persone, le atmosfere, non si sente più una vera appartenenza e, come esuli ci si sente senza un punto di gravità sicuro. Bella poesia che sa di atmosfere forti e passionali e di tanta malinconia.
Terre messe a paragone, descritte in immagini chiare intrise di nostalgia ed amore, l’una a cui si sente profondamente legata, l’altra in cui è esule, ma entrambe muovono nell’autrice un senso di inquietudine.
Una lirica di grande spessore poetico rielabora immagini dell'amata terra. Un incedere di versi a descrivere valori antichi che nulla hanno a che vedere con la decadente realtà vivente. Triste il passeggio di un ricordare nostalgico come le giornate di sole su di una terra rossiccia e polverosa al canto del mare accarezzante le rive. Malinconia pervade l'intimo di un vivere altrove non collimante con i ricordi di una mente a spasso nel tempo su una terra senza radici, dove stelle di un cupo cielo non brillano come diamanti. Plauso all'autrice per questa bella poesia che mirabilmente suggestiona il lettore.
"Le mie terre", quella di Partenope e quella di Lupiae, quella passata che, malgrado tutto, continua a scorrere e rivivere nelle vene e quella del barocco salentino che parla al cuore con le sue pietre gialle esposte all'arsura dei secoli. Meravigliose pennellate di vita vissuta e di vita corrente che convivono in una stessa anima che ha saputo dominare e far coesistere gli opposti aneliti di una vita nata tra mare, sole, cemento, canto e disperazione quotidiana e l'altra che "si infiamma e brucia in tramonti impudenti e senza fili...".Identiche, proprio come le ho vissute anche io le due vite( la seconda sola di passaggio ma sufficiente a provocarmi le stesse emozioni che descrive, perfettamente, l'Autrice. Meravigliosa lirica, da incorniciare!
Un canto nostalgico che apre ferite d'amore per la propria terra vista da due profili! quello di figlia innamorata che tutto perdona, e quello di figlia tradita che subisce impotente alle brutture del presente. Chiusa come sempre stupenda!!
Salva la premessa che il luogo in cui si nasce ce lo portiamo dentro e in qualche modo siamo quel luogo fondante di terra e radici, l'autrice, ora guarda alla sua vita analizzando quanto del viaggio si è perso e quanto é rimasto. Si parte per andare sempre in un altro luogo e spesso si ha la sensazione di non essere arrivati da nessuna parte, come esuli che di altre "pietre" non sanno e non vogliono ascoltare la voce e dentro portano una latente nostalgia. Partenope e Leccese di adozione e quello che conta è sapere da dove siamo partiti, tenere vive le proprie radici ovunque andremo. Questo navigare senza rotta il tempo sbagliato, come una sorta di dislocazione spazio temporale, rende l'idea di quel sentirsi spersi.














