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Spirituali 28 luglio 2015 · lettura 1 min · 1679 letture

Arsura

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Dall’altura la pianura incespica aspettando lo sciabolare degli astri dai cieli smunti tra i monti, dove a valle lagune suturano ogni giorno emorragie d’acqua e di arsura la bocca piaga in crepe profonde, solo stracci appesi alla notte abbeverano di gocce calici trasformati in fenditura. Risulta sintomo non trascurabile inaccessibile ai più onesti delatori del caldo considerare che è meglio disciplinarsi per non annaspare nel gocciolio del viso evacuato dal viso da tanto calore rappreso nell’afagia di lingue affogate da un uso spasmodico del sé.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (4)

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Pagu28 luglio 2015

Particolare e curiosa questa poesia che descrive una situazione nel suo lato più metaforico. Sempre originale il poeta la cui ispirazione continua a risvegliare in noi un senso di meraviglia. Un lavoro che affascina.

Giovanni Chianese28 luglio 2015

Intravedo un pensiero saggio in questa metaforica poesia, incorniciata di spiritualità. Credo che l’autore voglia lanciare un monito all’umanità, uno scossone vibrante generato da questa speciale lirica che neppure a sognare si allontana dall’inconfondibile stile con cui il poeta è abituato a propinarci nelle svariate tematiche intraprese. È il caso di quest’ennesima poesia a dimostrarci un senso di ribellione che distingue ogni suo componimento. Nell’abitudine metaforica di un verseggiare dotto in quest’ultimo afferma che non basterebbero lagune a dissetare bocche in arsura di parole sfornate al vento senza senso. Si attendono fatti concreti le solite parole forvianti desertificano lagune d’acqua.

Sara Acireale28 luglio 2015

Forse il Poeta vuole farci comprendere che il parlare a vanvera non produce niente di buono. Oggi si parla troppo e si agisce poco. Anch'io ogni giorno sento parole vuote, buttate in faccia all'interlocutore. Si parla soltanto perché si hanno le corde vocali, senza avere niente da dire. Il silenzio è d'oro qualche volta e allora parliamo di meno e agiamo di più.

carla composto30 luglio 2015

autore che spesso si distingue per la sua originalità e per le splendide metafore, come in questa lirica, spesso essere prolissi non paga anzi il contrario... la concretezza viene spesso scambiata con tante parole al vento... il mio elogio