Un jeu mortel
Un gioco fatale,
privo di regole,
a cui io mi attingo ad essere spettatore.
In posta, vi è un cuore stretto in una morsa
disarmante.
E ti siedo davanti, contemplando le tue antiche forme,
che il tempo, tuo nemico, mi rende ignote.
Compi, a fatica, la tua mossa;
vedo la tua anima sanguinare,
urlare qualcosa di terribilmente minaccioso.
I tuoi occhi iniettati di paura, le tue mani tremano;
ogni secondo si tramuta in incessante terremoto nelle tue viscere,
l'ansia acquista il mio nome.
La tua bocca lo invoca,
ancora una volta,
come fosse antidoto del mio stesso veleno
Riesci, ancora a scorgere da così lontano,
ciò che io ammiro da così vicino?
©
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli7 agosto 2015
interpreto questi versi come se chi parla si stesse specchiando... sento un dialogo tra l'anima riflessa e l'Io che si specchia... mi scuso se la mia interpretazione non è in sintonia con le emozioni che l'Autrice ha voluto condividere... Poesia originale e ben scritta
