Monotonia di un incubo
Dunque, o miserabile luna
sveli come la notte sia un frutto acerbo,
che crebbe dalla monotonia di un incubo,
che si modellò dalla spregevole frenesia di andar via.
"Perché fuggi da me, mio sole?"
è questa la litania del tuo dolore,
che precede il tuo greve respiro,
stanco di pianto e bramoso di luce.
Sedotto nella dura terra, imprigionato per l'eternità,
scalpita il tuo cuore, ammaliato da un'intimità che ha consistenza d'aria
Ti avvicini per barattare accecanti stelle
con il tempo di un breve bacio infinito
Oh cara luna, patisci un tormento
che ti appartiene come un coltello nelle carni.
©
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